Riceviamo e pubblichiamo - In riferimento ai tanti articoli apparsi sulla stampa locale riguardanti la precaria situazione del Cev e dei suoi lavoratori (nei cui confronti teniamo a esprimere totale solidarietà), riteniamo opportuno evidenziare considerazioni politiche, sperando che vengano valutate anche in seno al consiglio comunale.
Ci appare quanto mai strano che un’amministrazione rimanga quasi spiazzata di fronte al precipitare del Cev e delle altre società partecipate.
Soprattutto un’amministrazione che ha al “comando”, all’incirca nella quasi totalità, gli stessi uomini che guidano ormai sin dal 1995 il comune di Viterbo.
E’ bene ricordare ai cittadini, qualora ce ne fosse bisogno, che da circa 15 anni assistiamo al gran valzer di poltrone con i fondoschiena e le facce delle stesse persone.
Partiamo con Meroi sindaco per trovarlo presidente del consiglio comunale, poi deputato e infine vicesindaco.
Si segue con Marini, che inizia come vicesindaco (con Meroi), presidente della Provincia, senatore e infine sindaco-deputato.
Gabbianelli: assessore provinciale (con Marini), sindaco e presidente del consiglio comunale.
Arena e Muroni: eterni assessori con tutti i sindaci succedutesi.
Ed è bene anche citare i vari Fracassini, Rotelli, Contardo, Bennati, Marcucci, Taborri e chi più ne ha più ne metta.
E per non fare nessun torto, inseriamo nella lista anche Laura Allegrini, consigliere regionale ieri, senatrice oggi.
Sempre la stessa gente che ha gestito la cosa pubblica per un quindicennio, e ora?
Ora scopriamo, come un repertorio da varietà tipo Ambra Iovinelli, che la mano destra non sapeva cosa faceva la mano sinistra.
Forse erano troppo affaccendati a trovare una collocazione degna della loro statura politica, per approfondire i problemi della città?
Con quale coraggio oggi non si presentano alle riunioni per valutare il futuro del Cev e fanno partecipare solo un dirigente?
Come si fa a essere stati corresponsabili (politicamente parlando) di una catastrofe senza uguali nella storia dell’amministrazione comunale, ed essere capaci solo di fare lo scaricabarile?
Gli attuali membri della maggioranza votarono o no la delibera di istituzione delle società?
Parteciparono o no alla formazione dei vari consigli di amministrazione?
A questi interrogativi debbono essere date risposte.
Lo impone la morale politica e lo impone la carica che gli amministratori ricoprono.
I cittadini debbono conoscere cosa succede nelle “segrete stanze del potere”, debbono sapere chi e, soprattutto, come sono state fatte le scelte per il “bene comune”.
Dare le colpe alla precedente amministrazione è non solo curioso, ma anche assolutamente fuorviante, se, come è vero, tutti i notabili della Cdl (ora PdL) sopra ricordati sono stati parte attiva della vita politica e amministrativa di questi anni.
La politica dovrebbe essere fatta per puro spirito di servizio verso i concittadini, se ciò non accade è il segno di una degenerazione che deve essere assolutamente fermata.
Non partecipare alle riunioni o, peggio ancora, sostenere che pantalone in qualche modo risolverà tutto è assolutamente aberrante.
Pertanto agli” amici” del PdL- ex Cdl - consigliamo , in rispetto alla collettività viterbese (vittima di questa situazione che ha visto lo sperpero di denaro pubblico) di dimostrare coraggio e chiedere scusa alla popolazione per il danno creato.
Chi ha contribuito, a vario titolo, alla formazione e alla gestione delle società dica quindi chiaramente se la scelta fatta a suo tempo era giusta, ed eventualmente la motivi, o altrimenti giustifichi il perché ha fatto nascere una cosa che non era valida e che ha “dissanguato” i viterbesi.
Una domanda per concludere,forse senza mai risposta: i danni causati da queste scelte chi li risarcirà?
"La Destra" federazione provinciale
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