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Viterbo - Trasporto della macchina di Santa Rosa
Tutto pronto, anche le polemiche
di Giuseppe Ferlicca
28 agosto 2008 - ore 14,21

L'ultima volta di Ali di luce - Copyright Tusciaweb
- Buone notizie. Ali di Luce è pronta a partire. “Anche Subito”. Detto da Contaldo Cesarini, da dieci anni in mezzo alle Macchine di Santa Rosa, è una garanzia.

Il costruttore lo ha ribadito nella conferenza stampa di stamani convocata a palazzo dei Priori per presentare il trasporto del tre settembre.

La prima di Marini sindaco. E la prima in cui è stato invitato il presidente della Provincia Mazzoli. Un doppio debutto che il primo cittadino immaginava diverso. E lo ha anche detto alla fine.

Perché, come da tradizione sono stati forniti i dettagli su maxischermi, diretta, sicurezza, ultimi ritocchi ad Ali di Luce e ospiti. Solo che una parte, decisamente meno tradizionale, a un certo punto ha avuto il sopravvento. Creando tensione.

Il cordone di quaranta metri dalla Macchina la sera del trasporto. Troppi per i fotografi. Quindi uno si è lamentato. “Ma è per ragioni di sicurezza” La secca replica di Marini. La zona resta off limits. Anche per costruttore e ideatore. E Raffaele Ascenzi se ne lamenta. “Spero ci sia stato un errore”. Ma il vice capo facchino Mecarini lo incalza. “Vestiti da addetto al trasporto”. Battuta che Ascenzi mostra di non gradire.

Poi Berlusconi. La sua presenza è stata confermata dalla segreteria durante la conferenza stampa. Marini lo ha annunciato scatenando domande a raffica e suggerimenti sul posto più opportuno dove il presidente dovrebbe assistere al trasporto.

Trasformando l’incontro nella conferenza stampa per il trasporto di Silvio. E il sindaco ha avuto il suo bel da fare nel ricordare a tutti il motivo vero.

Poi la diretta tv. Perché non è stata affidata a tecnici di Viterbo? Domanda che ne fa sorgere un’altra: perché avrebbe dovuto? Quindi la diretta. Perché a Ies Tv? Lo chiede la concorrenza e Marini ricorda che esiste una legge sulla trasparenza e tutti possono verificare come sono andate le cose.

In tutto questo, Santa Rosa può aspettare.

Raffaele Ascenzi ne ha raccontate di tutti i colori, ha confermato come Ali di Luce cambierà tonalità rispetto allo scorso anno, da considerarsi una parentesi. Quindi nuovi punti luce e fari daranno un aspetto diverso alla Macchina.

Tornano le tribune, gestite dal Sodalizio, che così raccoglierà fondi da devolvere in beneficenza.

Da sabato, biglietti in vendita. I posti a disposizione sono 2500. Con un però. “In vendita ce ne sono solo 1500 – spiega il capo facchino Rossi – gli altri mille sono stati riservati alle famiglie dei Facchini. Quattro per ciascun nucleo”.

La girata a piazza del Comune è in ricordo di tre Facchini deceduti durante l’anno: Pisacreta, Miralli e Del Ciuco, quindi per i cinquant’anni Avis e i trenta del Sodalizio. Nessun riferimento a personaggi viterbesi scomparsi di recente, come Cardoni, Ginebri e Rosati.

“Ognuno la sera del tre – ha spiegato il presidente Capoccioni – dedica la girata a chi gli è più caro”.

Giusta osservazione. Ma forse uno sforzo in più si poteva fare, visto l’attaccamento a Santa Rosa e alle tradizioni viterbesi, che persone come Cardoni avevano.
Sui festeggiamenti Marini ha rassicurato: “Nonostante le ristrettezze economiche – dice – faremo le stesse cose degli altri anni”. Grazie agli sponsor.

Per la prima volta Mazzoli ha preso parte alla conferenza stampa del trasporto. “La Provincia ha contribuito – dice – del resto, se la manifestazione ha superato i confini della Tuscia, il merito è di uno sforzo collettivo”.

Anche quest’anno ci sarà Marrazzo, ma stavolta per impegni non farà il giro delle sette chiese.

Sotto la Macchina, diverse novità. I Facchini al loro debutto sono dodici, ma trentacinque sosterranno Ali di Luce da una posizione nuova.

“Per questo – spiega il capo facchino Rossi – ci stiamo incontrando. Cene di gruppo suddivise secondo il ruolo. Dobbiamo prepararci a dovere.

Il 31 faremo una ricognizione al cantiere per risolvere alcuni problemi che si sono verificati lo scorso anno".

Intanto domani sera, tradizionale cena a San Sisto, a base di penne. In pentola ne bolliranno trenta chili e Contaldo Cesarini invita tutti.

Perché se qualcuno se lo era dimenticato, è festa.

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