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- Dal 30 agosto al 30 settembre, sarà possibile visitare la mostra evento "I sovversivi", a cura degli artisti Davide Bramante e Turi Rapisarda.
La mostra, che verrà inaugurata il 30 agosto alle 19.30, è a ingresso libero e si terrà nella galleria Artup, in via delle Piagge, dal martedì al sabato dalle 17.30 alle 20.
Alberto Franceschini, Renato Curcio, Moana Pozzi, Francesca Miglietti, Stelarc, Franko B, Jannis Kounellis, Joseph Beuys i Mutoidi, Marcello Levi, Peppe Morra, Keith Haring.
Dai fondatori delle Brigate Rosse a chi ha sdoganato il porno, dalla teorica delle mutazioni legate ai linguaggi visivi ai rappresentanti di spicco della prima e della seconda corrente di Body Art, dall'esponente di punta dell'Arte Povera al genio tedesco fino alla comunità cyberpunk che vive a Sant'Arcangelo di Romagna, passando per un collezionista ed un gallerista, per arrivare all'icona di tutti i graffitari del mondo.
Sono questi alcuni de I Sovversivi che Turi Rapisarda e Davide Bramante, a cura di Antonio Arévalo, propongono a Viterbo .
Personaggi scomodi che spingono ad una riflessione sul loro ruolo e sul campo della loro azione, che hanno lasciato un'impronta «nel bene o nel male non importa - non cerchiamo e non diamo giudizi di merito, anche perchè, per alcuni di loro, non si può davvero dare un giudizio a senso unico.
Alcuni sono personaggi inquietanti, altri...dei pionieri e quindi di rottura.
Sono tutti poco rassicuranti»
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Una mostra dunque, ma con un germe "sovversivo".
Le foto infatti - stampe di 30x40 cm in bianco e nero ai sali d'argento tirate a mano su carta scaduta – sono vendute al prezzo di un cd.
«Vendere l'arte a prezzi politici è una continuazione dei sogni utopistici delle avanguardie storiche e di molti degli artisti che abbiamo ritratto - spiega Turi Rapisarda - artisti che cercavano, nei loro progetti di arte totale, di superare l'emarginazione dell'arte dai ruoli decisionali e la includevano nelle discipline economiche, sociali, politiche.
Artisti che cercavano anche un superamento del mercato artistico d'elite proponendo, alla stessa comunità artistica, di prendersi in carico i disastri che la nostra società dei consumi produce tutto attorno a noi creando bisogni virtuali.
Artisti che speravano di attivare attraverso il processo artistico una partecipazione più aperta e meno demiurgica alla creazione di nuovi simboli più compatibili e meno in attrito con l'intelligenza naturale e i bisogni indotti dell'intelligenza umana.
Abbiamo usato prodotti fotosensibili scaduti - spiega ancora Rapisarda – perché questi sono attaccati da una debolezza immunitaria che li trasforma spontaneamente, appena dopo essere stati stabilizzati, creando divertenti effetti estetici.
E la trasformazione spontanea crea delle differenze dando ad ogni singola fotografia la possibilità di essere uguale e diversa allo stesso tempo, di essere contemporaneamente una copia e un'opera unica».
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