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Viterbo - Lettere - Beniamino Mechelli scrive a Ermanno Barbieri
"Pd, con questi non si va da nessuna parte..."
27 agosto 2008 - ore 19,15

Riceviamo e pubblichiamo - Caro Ermanno,

ho letto con interesse la lettera da te inviata al segretario nazionale del Pd Walter Veltroni, nella quale gli chiedi di trasformare il partito in qualcosa di definito, quindi di superare la fase del non essere né carne né pesce.

Permetti a un “vecchio” come te (eravamo dirigenti dei movimenti giovanili del Pci e della Dc nello stesso periodo) di dirti la mia sull’argomento.

A mio avviso, tranne qualche rara eccezione, non potrà essere nessuno dell’attuale classe dirigente, a tutti i livelli, a dare contenuti ideali e programmatici degni di questo nome al Pd.

E non potranno farlo proprio perché c’è Veltroni, che ama gli americani, e ci sei tu che, invece, li odi.

Non potranno farlo perché c’è l’ex ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni e c’è il tesoriere dei Ds Ugo Sposetti.

Cito loro perché sono almeno geograficamente più vicini, ma l’elenco, da nord a sud, potrebbe essere lunghissimo e stucchevole.

Un partito non nasce da un miscuglio disordinato e confuso di esperienze lontanissime tra loro.

Non può avere contenuti finché ci sarà gente che lotta con le unghie e con i denti, e spesso con altre armi improprie, per portare un pezzo del proprio passato nel Pd per assicurarsi una posizione di potere e di rendita.

Due cose vecchie, per quanto ben miscelate, non danno una cosa nuova, ma un vecchio più vecchio.

In sintesi, il Pd - e lo stesso problema si porrà per il Pdl (hai notato quanto i due acronimi si assomiglino?) - non potrà diventare un partito finché a determinarne le sorti, più cattive che buone, saranno i protagonisti di stagioni che, sebbene recenti, sono distanti anni luci dagli approdi della politica d’oggi.

Non sto qui a dirti se i loro passati siano stati gloriosi o ignominiosi.

Sta di fatto che sono passati. Sono fuori tempo. Appartengono ad un armamentario politico vecchio, superato. Quindi inutile.

Un predecessore di Fioroni alla Pubblica Istruzione, Giovanni Galloni, in occasione del varo di una delle innumerevoli e inutili riforme scolastiche, in un’intervista ebbe più o meno a dire: “I problemi della scuola non si risolvono limitandosi a modificare le normative. Insieme alle leggi vanno cambiati i metodi e chi li deve applicare”.

Ecco, nel Pd non sono cambiati i metodi (ereditati dal Pci – Pds - Ds e dalla Dc – Ppi – Margherita) e, cosa ancor più grave, non sono cambiati coloro che dovrebbero applicarli (anche loro ereditati dal Pci – Pds - Ds e dalla Dc – Ppi – Margherita).

I paradigmi di ciò che dico siamo proprio tu ed io.

Vedi, caro Ermanno, tu, come alcuni millenni fa (l’accezione temporale è esclusivamente politica) continui a odiare gli americani.

Io, da parte mia, come millenni fa, continuo a ritenere che il comunismo sia stato, insieme al nazifascismo, il male assoluto.

Siamo ancora cristallizzati sulle Guerre Puniche.

Siamo entrambi reduci del passato. Inadeguati. Proprio come i Veltroni, i Fioroni, gli Sposetti e compagnia cantando.

Lasciamo perdere. Dedichiamoci al giardinaggio o, al massimo, limitiamoci ad assistere alle assemblee di partito.

Ma seduti nelle file di fondo, mentre persone come tuo figlio, o mia figlia, ci illustrano i contenuti ideali e programmatici del Pd.

Beniamino Mechelli

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