:::::    
Logo TusciaWeb
Archivi | Mailing | Contatti | Primo | Provincia | Civitavecchia | Lazio | Sport | Flash | Forum |Dossier | TusciawebTV | Velina | Nonsololibri
     
     
**
Viterbo - Pd - Accorata lettera di Ermanno Barbieri a Walter Veltroni
"Non siamo nè carne nè pesce"
27 agosto 2008 - ore 15,30

Riceviamo e pubblichiamo
- Caro Walter,

ho necessità di porti alcuni interrogativi che mi sono stati posti, ed ai quali non sono stato in grado di rispondere, che riguardano in particolare i giovani.

Io sono Barbieri, un compagno di vecchia data –nonostante l’età 54 anni- con 38 anni di iscrizione al partito (FGCI, PCI, PDS, PD) che tu ben conosci in quanto abbiamo fatto parte degli stessi organismi dirigenti (segreteria regionale FGCI, io segretario provinciale di VT tu di Roma). Poi naturalmente tu, grazie alle tue capacità sei diventato il nostro segretario nazionale (sia nel PDS, sia nel PD) ed io (dopo aver fatto il funzionario per 14 anni) ho iniziato degli altri lavori ed oggi sono (oltre che dirigente del PD di Viterbo e del Lazio) uno “stimato” dirigente d’azienda.

Veniamo ai problemi che voglio porre al segretario nazionale del PD.

In un bel libro di Cristina Comencini “L’illusione del bene” ho trovato lo stesso interrogativo che mi ha posto mio figlio Tommaso 15 anni e mezzo, quest’anno terzo liceo scientifico.

Nel libro in un dialogo tra padre e figlio (padre dirigente RAI da sempre comunista poi PDS, poi PD figlio studente di scuola media superiore) si sviluppa il seguente dialogo:

“Una cosa da dementi: nessuno vuole più essere comunista, però nessuno vuole essere anticomunista. E che siete allora? A scuola mia, o si è comunisti o si è fascisti”.

“Ancora? Tutto uguale a prima!”

“Colpa vostra anche questo!”

“E tu che sei?”

“Siccome non posso essere fascista, non mi rimane che essere comunista, anche se tu dici sempre che bisogna essere democratici.

Ma io mi vergogno a dirlo, cosa significa essere in fondo? Né carne , né pesce. Ti guardano come fossi pazzo. E io non voglio passare per pazzo. Mi sarebbe piaciuto essere fascista a un certo punto……”.

Mio figlio lo scorso anno, al secondo liceo scientifico, 15 anni ha iniziato ad impegnarsi nel movimento degli studenti a Viterbo (tu sai come sia difficile Viterbo, città di destra, sindaco per 10 anni di Alleanza Nazionale, un giovane se non è di destra è emarginato e soggetto a notevoli angherie, ci sono state molte, molte aggressioni vigliacche nei confronti di giovani di sinistra).

Aveva iniziato letture interessanti, non se la sentiva di essere un discriminato e soprattutto non se la sentiva di sottostare alle angherie.

Naturalmente è entrato in contatto con i pochi giovani della sinistra che frequentano la scuola.

HA iniziato a partecipare a riunioni (senza fortunatamente mai abbandonare i suoi interessi principali, lo studio, la musica, lo sport).

I giovani che si impegnano (come succedeva anche a noi) sono naturalmente di una sinistra estrema che va oltre Rifondazione Comunista.

Lui è interessato a confrontarsi con me, ad ascoltare ciò che ho da proporre come padre e soprattutto come padre democratico e impegnato in politica, come dirigente del PD.

Partecipa ad alcune riunioni, ha un rapporto amicale con Sposetti, con il presidente della Provincia Mazzoli, con il presidente provinciale del PD Egidi.

Mi ha posto, però, a me lo stesso interrogativo del giovane del libro:

“Papà, ma perché un giovane dovrebbe aderire al PD? Che gli proponete da un punto di vista ideale? Cosa dite per la scuola ? (noi Fioroni , ex ministro dell’istruzione, lo conosciamo molto bene, sappiamo cosa pensa delle scuole private e di quelle statali). Ma avete qualche obiettivo per i diritti civili? Come pensate di difendere i giovani di Viterbo che non possono più uscire altrimenti prendono le botte dai fascisti? (qualche giorno fa un gruppo di 10 giovani tra i 15 e 18 anni hanno fatto una incursione a case di un giovani aggredendolo con mazze e bastoni)?

Non ho saputo rispondere a nessun interrogativo:

né sugli ideali del PD

né sulla scuola pubblica

né sui diritti civili

né sulla difesa dei giovani.

Quando eravamo giovani, Walter, all’interno del confronto ideologico aspro e difficile c’eravamo, avevamo idee da proporre, obiettivi da raggiungere, e soprattutto avevamo (come piace di dire a te) dei sogni da realizzare.

E’ possibile che non erano gli obiettivi giusti, gli ideali più corretti, ma sicuramente avevamo obiettivi, sogni, idealità e punti di riferimento.

A te piacevano gli americani, io li odio e penso che ci sia stato un solo americano al quale credere e per il quale sognare Martin Luther King, non certo i Kennedy che hanno saputo fare cose “interessanti” (si fa per dire) su Cuba ed hanno iniziato il Vietnam. Ma avevamo punti di riferimento seri.

Oggi non abbiamo più niente.

Da un punto di vista internazionale non esiste più niente (figuriamoci se possiamo guardare all’America, sicuramente il paese non più del diavolo ma certamente che non può ispirarci nel raggiungere gli obiettivi di uguaglianza tra le persone e di pari dignità tra le nazioni, mi chiedo che senso ha fare il collegamento in diretta con la convention democratica alla Festa Nazionale) e se i giovani continuano a guardare Cuba vuo dire che qualche problema di collocazione ideale lo abbiamo tant’è che mi chiedo qual è la differenza pratica ed ideale tra il PD e la PDL?.

A mio figlio non so proprio perché debbo dire di iscriversi al PD e di fare iniziative a scuola insieme al PD.

Siamo solo un partito che pensa molto limitato, a risolvere qualche problema, ma che soprattutto pensa al potere (anche quello più misero), pure in maniera molto becera (guarda cosa succede a Torino se si amministra bene).

Mi piacerebbe molto che tu rispondessi agli interrogativi di mio figlio non solo con una mail, ma soprattutto impegnando il PD in una elaborazione ideale.

Voglio veder scritto da qualche parte le cose per cui dobbiamo impegnare il nostro cuore e il nostro tempo .

Ti ringrazio

Ermanno Barbieri

Copyright 2008 TusciaWeb - Chi siamo - pi: 01829050564