 |
| Fabiola Talenti |
- “Una vera e propria farsa il consiglio comunale di venerdì”. Il j’accuse arriva dal consigliere comunale di An Fabiola Talenti che lamenta come il primo consiglio comunale, dopo la triste vicenda dello stupro, si sia svolto in condizioni di assoluta mancanza di trasparenza.
Alla lettura del verbale inerente il consiglio al veleno, nell’ambito del quale il sindaco Carai si lasciò andare ad affermazioni opinabili e offensive, ne è nata, venerdì sera, una vera e propria bagarre: “Il testo letto in sede consigliare dice era assai lacunoso, mancante delle gravi ed assurde dichiarazioni del sindaco e questo nonostante avessimo richiesto, durante il consiglio precedente, che tutto quanto detto da Carai fosse messo a verbale.
Di contro la lettura del tanto atteso verbale è sembrata la relazione di una tranquilla seduta consigliare. Mi rendo conto che sarebbe stato impossibile riportare su di un testo scritto, le tensioni e le assurdità, come le dichiarazioni impronunciabili di un sindaco, affetto dalla più assoluta e grave sindrome di onnipotenza”.
“Ma assurdo tralasciare le dichiarazioni riferite alla Finocchiaro continua la Talenti che tutti conosciamo, e le parole in cui il sindaco proferiva: ‘Fassino ha bisogno di me e non io di lui’, oppure, le pesanti parole, rivolte alla sottoscritta (che chiedeva di vedere le determine con cui il comune sponsorizzava gli avvocati degli accusati): ‘Non ti darò niente’.
Insomma reputo il verbale non esaustivo. Rifiuto il diktat di Carai e il libero arbitrio di cui si arroga la maggioranza. Il loro è un comportamento antidemocratico, staliniano, emblema delle peggiori dittature”.
La Talenti continua nelle sue accuse sottolineando "la grave inadempienza come il fatto che un comune miliardario non abbia, per scelta, e nonostante le ripetute richieste, dotato la sala consigliare di un sistema di registrazione per le sedute".