- “40° anniversario della morte del Che”, un’occasione per approfondire in maniera critica la figura di Ernesto Guevara, guardando oltre l’aspetto politico.
Oggi pomeriggio a Palazzo Gentili hanno partecipato i più importanti studiosi di Guevara al mondo: l’ambasciatore venezuelano Rafael Lacava, David Kunzle docente dell’Università della California e massimo studioso dell’iconografia del Che, il polacco Zbigniew Kowalewski, Aldo Zanchetta della Fondazione e Roberto Massari, presidente della Fondazione che ha sede ad Acquapendente dove si trova anche la più grande biblioteca al mondo di testi sul Che. E con loro, tanti appassionati arrivati anche da Varese e Trento.
“Nessuna celebrazione ha detto il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli in apertura dell’appuntamento perché ritengo giusto presentare questa iniziativa come occasione culturale e di riflessione su una personalità che ha travalicato molti confini. Un’occasione per capire quelle lotte, esperienze e suggestioni in una lettura che possa coprire vari ambiti. Perché conosciamo Che Guevara rivoluzionario e combattente che fa dell’ideale l’unica ragione di vita fino alle estreme conseguenze; ma conosciamo anche e sarebbe giusto approfondire la sua esperienza come uomo di governo e uomo delle istituzioni, avendo ricoperto anche il ruolo di ministro. Infine Che Guevara e la visione del mondo, cioè la proiezione di quelle idealità e di quei valori su scala internazionale”.
La parola quindi al nuovo ambasciatore venezuelano. Nato a Roma ma “al 120 per cento venezuelano, anche se sono orgoglioso delle mie origini italiane. Non mi permetto di approfondire qui il pensiero del Che, ma rappresenta uno stimolo per andare avanti di fronte agli ostacoli.
La sua è una storia interessante e innaffiata da un senso di ingiustizia che in quegli anni si respirava in America latina. Lì oggi c’è un laboratorio di idee che chiama l’Europa e anche l’Italia, è stata lanciata una proposta vera per un mondo migliore. E in Venezuela oggi capiamo che non si può rallentare la marcia per un riscatto atteso da 200 anni: non siamo più disposti a inginocchiarci come accadeva fino a 8-9 anni fa. Perché siamo riusciti finalmente a far sentire i nostri concittadini, cittadini di fronte allo Stato”.
L’ambasciatore ha inoltre parlato dei rapporti con Cuba. “Prima non si sapeva neanche cosa fosse un medico, adesso grazie a Fidel c’è un medico cubano a meno di 500 metri da casa di ogni abitante. L’analfabetismo, come certificato dall’Unesco, non esiste più, e grazie a Chavez è iniziato un processo profondamente democratico, con elezioni controllate da tutti gli organismi possibili. Tutto ciò che facciamo viene sottoposto al popolo: questa è la nostra rivoluzione, che però qui arriva molto distorta”.
Quindi Che Guevara è passato direttamente sotto la lente degli studiosi, attraverso filmati e immagini.
La Fondazione ogni anno pubblica “Che Guevara. Quaderni della Fondazione”, rivista sul personaggio storico redatta e diretta da Roberto Massari e dal un comitato di redazione internazionale di cui fanno parte 4 italiani, 4 cubani, 2 boliviani, un brasiliano, un argentino, un peruviano, un francese, un polacco e due americani.