- “In occasione del vernissage della sua peraltro bellissima mostra, il maestro Alessio Paternesi, immancabile acuto osservatore delle cose viterbesi, non ha trascurato di offrire interessanti spunti a un dibattito che investe Viterbo e che ha al centro il tema della valorizzazione delle sue meravigliose risorse.
L’atto di accusa del Maestro, che interpreto anche come un atto d’amore per la città, mi trova perfettamente in sintonia. Dai banchi dell’opposizione è stata infatti ripetutamente denunciata la mancanza non solo di programmazione degli spazi pubblici e delle infrastrutture, ma soprattutto di un progetto organico per lo sviluppo urbanistico del capoluogo”. Così Giulia Arcangeli, consigliere comunale di Viterbo, commenta l’intervista a Tusciaweb in cui l’artista denuncia alcuni scempi che hanno deturpato il capoluogo e la sua storia.
“Lo sviluppo della nostra città non può prescindere da una pianificazione di ampio respiro che riguardi tutto il suo territorio, partendo proprio dalla valorizzazione dell’enorme patrimonio che possiamo vantare.
Ed allora il termalismo, così come la promozione delle bellezze naturali e storico-artistiche, non possono essere dimenticati, né il paesaggio può essere deturpato, come è successo per il Bulicame”, prosegue Arcangeli.
“Raccogliamo la critica del Maestro, convinti che i contributi di persone autorevoli che, come Paternesi, amano Viterbo, non devono restare inascoltati.
Una frase della bella intervista mi ha colpito: ‘Qui, afferma l’artista, se dici quello che pensi, sei contro”.
Per disegnare il futuro, per la crescita culturale della città, c’è invece bisogno del confronto di idee e di visioni anche diverse, di una feconda contaminazione -sottolinea la consigliera comunale- tra i cittadini, il mondo della cultura e dell’Università, i movimenti che sono nati negli ultimi anni, come quello per salvare l’Arcionello. Movimento che attorno a una proposta forte, la creazione del grande Parco di Viterbo, è riuscito a suscitare un importante e partecipato dibattito”.
“Solo se sarà in grado di stimolare questa contaminazione e di ascoltare, la politica -conclude Arcangeli- potrà riacquistare il ruolo che le compete, compiere fino in fondo la propria missione, che è quella di anteporre l’interesse generale a quelli particolari di alcune lobby”.