- E’ partita mercoledì da Acquapendente ed è proseguita ieri, con tappa a Montalto di Castro, la consultazione delle imprese artigiane di panificazione promossa dal comitato direttivo dell’Associazione Provinciale Panificatori e Pasticceri di Viterbo, aderente alla Cna, su come affrontare l’emergenza rappresentata dal vertiginoso aumento dei costi delle materie prime.
Le prossime assemblee territoriali sono in programma a Civita Castellana per martedì prossimo, 2 ottobre, a Vetralla per giovedì 4 e a Viterbo per giovedì 18. Dopo quest’ultima data, sarà reso noto l’orientamento della categoria.
Intanto, però, la folta partecipazione e l’articolato dibattito finora registrati, sono il termometro dell’attenzione dei titolari dei forni verso l’esigenza di individuare una soluzione condivisa per risolvere un problema che oltretutto rischia di creare una frattura nel rapporto tra impresa e consumatore.
“Siamo tutti fortemente preoccupati, perché consapevoli che il nostro settore -spiega Mario Proietti, presidente dell’Associazione- svolge una funzione non solo economica, ma anche sociale.
Non può non esserci riconosciuto un forte senso di responsabilità: fino ad oggi, abbiamo compiuto ogni sforzo per ammortizzare l’incremento del costo delle materie prime, al fine di salvaguardare la capacità di acquisto dei consumatori.
Ma non ce la faremo ancora a lungo a reggere di fronte a questa situazione, se vogliamo mantenere nel mercato, come è nostro dovere, una dimensione di competitività e di qualità. Sarà dunque necessario adottare una soluzione d’emergenza, che non significa certamente portare alle stelle, come qualcuno cerca di far credere, il prezzo del pane”.
“Ciò che viene sottolineato negli incontri -prosegue Proietti- è l’importanza di affrontare la questione della formazione del prezzo lungo l’intera filiera, sicuramente troppo lunga, di intervenire sui nodi strutturali, come, ad esempio, l’assenza di una adeguata offerta di grano a livello nazionale. Senza dimenticare che sulle aziende pesa anche l’impennata di altre voci di costo, dalla fiscalità agli imballaggi”.
“Servono, insomma, una analisi realistica dei problemi e interventi coraggiosi da parte dei soggetti competenti”, conclude il presidente dell’Associazione Panificatori.