Riceviamo e pubblichiamo
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| Giulio Marini
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- Il senatore Giulio Marini presenta un’interrogazione al presidente della provincia, Alessandro Mazzoli in merito alla proposta di creare una filiera per l’utilizzo dei biocarburanti, portata in consiglio provinciale dallo stesso Marini due anni fa.
L’idea piacque a tutti, tanto che il progetto fu votato all’unanimità.
Giulio Marini chiese al presidente Mazzoli e alla maggioranza regionale di sviluppare la progettazione dell’idea, affinché nel viterbese si potessero implementare quelle tecniche agricole in grado di produrre i vegetali necessari allo scopo.
Da allora sono passati due anni e del progetto nella provincia di Viterbo se n’è persa ogni traccia.
Tracce visibile e concrete dell’opera ci sono invece a Frosinone, dove è stata avviata la prima sperimentazione e addirittura la progettazione della seconda fase dell’opera originariamente proposta a Viterbo.
In questo caso la solerzia e l’intraprendenza dell’umano operare porta il nome di Marrazzo, Veltroni e Di Palma che, insieme, sono riusciti ad attuare l’iniziativa nel frusinate, grazie quindi alle sinergie messe in campo dal Comune di Roma, dalla Regione Lazio e da Pier Luigi di Palma.
Lo stesso Di Palma nominato dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo come sub commissario del Consorzio della Valle del Sacco, e già responsabile dell’ufficio Eurice, ossia l’ufficio Unitario di rappresentanza Enac-Enav presso le Istituzioni Comunitarie ed Europee e presidente del Centro Studi Demetra (developement of European Mediterranan Transportation) nonché direttore generale ENAC.
Volendo semplificare i fatti possiamo ben dire quindi che Veltroni, Marrazzo e Di Palma hanno organizzato un progetto di filiera per lo sviluppo produttivo dei biocarburanti non a Viterbo, ma a Frosinone.
Un’iniziativa degna di lode, certamente, se non fosse che quella stessa idea, quello stesso progetto, “forse” si sarebbero dovuti realizzare qui, nella provincia di Viterbo, dato che su proposta del consigliere provinciale, senatore Giulio Marini, il consiglio aveva dato il proprio parere favorevole.
Invece, niente.
Il tempismo e l’intraprendenza con cui l’iniziativa è stata realizzata altrove non può che suscitare sgomento, perplessità.
Ma soprattutto gravi timori per il pericolo reale che, come è successo con la filiera per lo sviluppo produttivo dei biocarburanti, altre iniziative vitali per la nostra Provincia come non pensare all’aeroporto?- possano prendere altre vie, magari verso il sud del Lazio, grazie proprio alla migliore capacità del trio Veltroni, Marrazzo e Di Palma rispetto ai nostri rappresentanti locali di imporre le proprie strategie sul territorio.
La preoccupazione di vedere ancora una volta la nostra Provincia perdere occasioni importanti è tanto più forte ora che il nascente partito democratico ha ufficialmente aperto la rincorsa alla leadership da parte delle varie correnti, che proprio sul territorio andranno a cercare i consensi necessari alla loro affermazione all’interno del nuovo contesto politico che si sta delineando nel centrosinistra.
Questo potrebbe certamente rafforzare la caparbietà del trio Veltroni, Marrazzo e Di Palma a creare potenti lobby territoriali funzionali ai propri disegni politci
Forza Italia