Riceviamo e pubblichiamo - Sono stato il 25 settembre all’inaugurazione della nuova sede provinciale di Sinistra democratica di Viterbo da parte di Fabio Mussi e ho avuto il piacere di rivedere tanti compagni che non incontravo da parecchio tempo, troppo per una politica che, soprattutto ora, in un periodo di grande confusione, scissioni, tentativi di accorpamento, di delusione, ha bisogno di ritrovare quella sua funzione storica che pare smarrita.
Grazie Fabio Mussi, grazie Antonio Capaldi di aver ridato a tante persone che credono nella sinistra, come forza fondamentale del nostro paese, un tetto in un momento di grandi turbolenze politiche.
Si è ribadito, con fermezza, quali sono i nostri obiettivi specifici, le mete a cui tendere; la pace, che avrà una grande prova di testimonianza con la prossima manifestazione della marcia Perugia-Assisi e la riduzione connessa delle spese per armamenti al fine di dirottare le risorse verso scopi più nobili.
Il lavoro nella sua espressione più alta di punto di incontro di diritti e certezze che questo nostro Governo deve maggiormente assicurare.
La libertà della scienza senza compromessi di natura etica e religiosa.
Finalmente mi sono sentito orgoglioso di questa politica, condotta tra la nostra gente e non tramite le televisioni, i rotocalchi e i grilli parlanti che vedono nei partiti e nei politici che li rappresentano gli avversari da eliminare.
Grazie per aver dimostrato che i politici veri esistono, in quanto portatori di principi di onestà e di dedizione, di proposte vere senza urla e invettive che, secondo il mio parere, possono intercettare il malessere della nostra società senza ricorrere ai v.day.
Tutto ciò può inaugurare una nuova stagione politica che dia un senso nobile alle lotte del popolo di sinistra come ci hanno insegnato Gramsci e Berlinguer, senza mai mettere in dubbio la necessità storica dei partiti e la loro funzione costituzionale.
Abbiamo bisogno più che mai di politici, e non politicanti, che sappiano, come si è dimostrato l’altra sera, di infondere nella collettività quella passione, amore per la politica, che sembra essersi perso nella politica coriandoli come la definisce Giuseppe De Rita.
Ora è necessario che questa passione, che sembra riaffiorare negli sguardi di tanta gente, superi le mura ristrette delle direzioni e delle sezioni e coinvolga tutte le comunità locali, che appaiono confuse, prive di punto di riferimento, sconcertate di fronte al silenzio che regna sovrano, come se le strategie politiche e le conseguenti decisioni fossero soltanto appannaggio di pochi prescelti.
È urgente dare seguito alle indicazioni di Mussi che ha ribadito la necessità di tendere alla riunificazione di tutta la sinistra, compresi i movimenti, le organizzazioni dedite al sociale, le rappresentanze sociali, per dare al popolo della sinistra quella rappresentanza forte, coesa. Una massa critica, cioè, che possa condizionare la politica della coalizione.
Se non si raggiungesse questo obiettivo, avremmo fallito il nostro compito e probabilmente, con una riforma elettorale con soglia di sbarramento, non saremmo più in grado di influenzare la politica italiana.
Pertanto è ora di armarci di buona volontà per far sì che la politica, oltre che lavorare nelle sedi istituzionali, si faccia promotrice di una svolta culturale nella collettività e portare un messaggio di rinnovamento.
Mettiamo da parte i v.day ma non trascuriamo i motivi che stanno alla base della sofferenza di tanti cittadini, studiamone le cause e comportiamoci di conseguenza prima che i partiti perdano la funzione fondamentale che devono svolgere, con il pericolo di giungere ad un modello di società rinchiusa in sé stessa, nella famiglia e nei propri interessi individuali con la paura dell’altro.
Un abbraccio affettuoso
Remo Rosati