Riceviamo e pubblichiamo - Una riunione particolarmente affollata, quella svolta l'altro ieri nei locali della federazione provinciale di AN. All’ordine del giorno c’era l’esame della delibera con cui la Regione Lazio ha fatto lievitare fino al 100% i costi a carico dei pazienti delle RSA.
Un problema vero, di quelli che non appartengono alla filosofia politica, in grado di mettere in ginocchio intere famiglie che, di fronte a tale provvedimento, difficilmente riusciranno a adempiere ai nuovi obblighi contrattuali.
Presenti all’incontro la maggior parte degli amministratori di Alleanza Nazionale della Tuscia, accorsi a Viterbo per capire meglio la questione e ragionare su una risposta politica da mettere in atto nei confronti della Regione Lazio.
Si perché quello che emerso dallo studio della scellerata delibera la 98 del 2007 è che d’ora in avanti i contributi regionali a favore delle famiglie che hanno un familiare nelle RSA, saranno drasticamente ridotti.
“Risanamento e riequilibrio” è una parte del titolo della delibera, termini che sembrano più una presa in giro nei confronti dei cittadini, piuttosto che un atto di buona amministrazione, visto che in poche parole il provvedimento si può riassumere in un vero e proprio abbandono dei pazienti delle RSA.
Della serie: non vi diamo più una lira, sbrigatevela da soli, se volete un aiuto chiedetelo ai Comuni (come se non fossero già gravati dalle spese sociali fino all’inverosimile!).
L’altro punto interessante è che a “risanare e riequilibrare” i costi della sanità della Regione Lazio saranno soprattutto i cittadini della Tuscia.
Se togliamo dal discorso il Comune di Roma, che gode di fondi straordinari sotto tutti i punti di vista, l’unica provincia del Lazio che ha nel suo territorio le Residenze Sanitarie Assistenziali è quella di Viterbo. Le altre non dispongono di queste strutture, o al limite in numero irrisorio.
Da questo appare evidente come la Regione Lazio abbia deciso di tartassare la Tuscia e di mettere a carico dei suoi cittadini i costi di un servizio che dovrebbe assicurare lei. Almeno a sentire i proclami elettorali a sostegno alle fasce più disagiate, dovrebbe essere così.
Ma che la Regione Lazio sia una sorta di dottor Jekyll e mister Hyde della politica, lo dimostra anche il suo modo di procedere. A parole sbandiera concetti come “Una Regione di tutti, nessuno escluso”, oppure “concertazione e partecipazione”, per sembrare più democratici di quelli che stanno facendo il partito democratico, poi nel concreto fa l’esatto contrario.
Basta vedere come hanno dato vita ad un provvedimento come quello delle RSA. Di fronte a una tematica così delicata, ci si sarebbe aspettati un dibattito, un confronto, un percorso legislativo che prevede il passaggio in Commissione e poi in Consiglio. E invece no, il “risanamento e riequilibrio” è stato attuato tramite delibera. Come dire: ce la cantiamo e ce la suoniamo come ci pare.
Alleanza Nazionale non può rimanere indifferente di fronte all’ennesimo tentativo di colpire la Tuscia, per questo ha deciso di intraprendere un percorso politico che prevede un confronto con i consiglieri di AN alla Regione, con l’intento di fermare un atto vergognoso che grava sulle spalle di chi si trova in condizioni a dir poco difficili.
Alleanza Nazionale