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| Alessio Paternesi
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- “Quest’anno la Provincia di Viterbo festeggia l’80° anniversario della sua fondazione. Per ricordare una ricorrenza così importante per tutti i cittadini della Tuscia abbiamo voluto patrocinare alcune manifestazioni di alto valore culturale, che avessero un legame specifico con questo territorio: “Parentesi Paternesi”, l’antologica del grande artista nativo di Civita Castellana, rientra proprio in questo ciclo di appuntamenti”.
E’ il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli, a delineare il percorso culturale che l’ente ha voluto progettare quest’anno per i suoi 80 anni, a partire proprio dall’antologica dedicata a Paternesi.
Mentre l’assessore alla Cultura della Provincia di Viterbo, Renzo Trappolini, dice che “Ci sono diversi motivi perchè l’anagramma della vita di un’artista, che si snoda nella Mostra “Parentesi Paternesi” ben si colloca nella celebrazione degli 80 anni della Provincia di Viterbo. Non solo per ragioni di contemporaneità, ma, soprattutto, a testimonianza della vivacità e ricchezza culturali della terra di Tuscia”.
L'esposizione, allestita nella Sala del Conclave del Palazzo dei Papi di Viterbo, voluta appunto dall'Amministrazione Provinciale nell'ambito degli eventi celebrativi dell'ottantesimo anniversario dell'istituzione dell'ente, consta di ben 120 opere tra dipinti e sculture e ripercorre tutti i grandi cicli pittorici realizzati da Paternesi in oltre 50 anni d'attivita' - 'Dietro le quinte', 'I giardini di Piero', 'I giardini incantati', 'I sospettosi incanti' e, infine 'Indovina la Commedia' -.
''Un 'faber', un artista che ha bisogno di costruire pazientemente con le mani tutto i suoi sogni lasciando poco spazio alla teorica e molto piu' alla poesia''. Cosi' Alessandro Masi definisce Alessio Paternesi nel saggio d'apertura del volume 'Parentesi Paternesi Anagramma della Vita di un Artista', dato alle stampe in occasione della mostra antologica del pittore e scultore in occasione dei suoi 70 anni.
''Un anagramma scrive ancora Masi - dell'opera dell'Alighieri''. E proprio su quest'ultimo ciclo e' incentrata la mostra che sara' inaugurata sabato prossimo 29 settembre, alle ore 18,00. Nel realizzare il ciclo ispirato a Dante, Paternesi ha deciso di non soffermarsi sui vari episodi cosi' come descritti nella Divina Commedia, ma di cogliere in modo mirabile l'attimo che li precede o che li segue.
E cosi' che le “peccatrici” non s'immergono nel Bulicame, ma sono raffigurate mentre escono dall'acqua. Oppure, Guido di Monfort non e' colto nell'atto di uccidere Enrico di Cornovaglia ''in grembo a Dio'', mentre riceve la Comunione nella chiesa del Gesu' a Viterbo, ma mentre in sella al cavallo lo afferra per i capelli e lo trascina sul selciato.
Realizzati i primi quadri di questa serie, Paternesi li sottopose al grande pittore surrealista cileno Sebastian Matta, al quale era legato da un'antica e fraterna amicizia. ''Questa non e' la Divina Commedia, e' Indovina la Commedia'', esclamo' Matta ammirato.
E da quel giorno il ciclo, presentato per la prima volta al pubblico nel Castello Estense di Ferrara dalla Societa' Dante Alighieri, si chiama, appunto, 'Indovina la Commedia'.
L'esposizione di Viterbo e' completata da 26 sculture in bronzo, ceramica, terracotta e argento.''Paternesi osserva ancora Masi non ha mai ceduto alle lusinghe dell'arte per l'arte, ma ha tenuto un comportamento costante e coerente con il proprio mandato di narratore, ossia di paroliere di luce e colore, di affabulatore di segni e di forme, di incantatore di ombre''. La mostra si avvale anche del sostegno della Confindustria e della Diocesi di Viterbo, che ha messo a disposizione la prestigiosa sala del Conclave del Palazzo di Papi.
Lo stesso vescovo Lorenzo Chiarinelli ha voluto dedicare un suo testo all'evento, presente nel libro.
L'esposizione, sara' inaugurata dal presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli, dall'assessore alla Cultura Renzo Trappolini e dallo stesso vescovo Chiarinelli anche alla presenza di numerose personalità del mondo dell’arte, della cultura, delle istituzioni. Rimarrà aperta fino al 28 ottobre tutti i giorni dalle 10,30 alle 19,30.