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| Maurizio Federici
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- La scure del caro affitti si abbatte anche sul dipartimento provinciale del Tesoro.
Gli uffici in via Cardarelli sarebbero a rischio chiusura. Motivo: troppo salata la locazione.
Quindi è pronta una soluzione semplice semplice e tristemente nota a Viterbo. Trasferire tutto a Roma.
Così cinquanta lavoratori dovrebbero spostarsi quotidianamente verso la capitale, ma questo è solo uno dei disagi e forse nemmeno il più grande. Perché gli uffici della direzione provinciale servizi vari e la ragioneria provinciale del Tesoro garantiscono gli stipendi al personale civile dello Stato e le pensioni di guerra.
Facile immaginare i disagi i viterbesi che quotidianamente si rivolgono al dipartimento provinciale del Tesoro.
Non solo dovranno arrivare fino a Roma per avere gli stessi servizi finora garantiti in “casa”, ma presumibilmente si vedranno aumentare i tempi d’attesa.
Mediamente i ricorsi sono evasi in sessanta giorni. Cosa succederà una volta che finiranno nel calderone della capitale?
Se lo è chiesto il capogruppo di Alleanza Nazionale in Comune, Maurizio Federici, presentando un’interrogazione in consiglio comunale, prospettando anche una soluzione.
“Se tutto il problema sta nel risparmiare le spese per l’affitto dei locali ha detto suggerisco al ministro Padoa Schioppa di utilizzare gli uffici del demanio che si trovano a Piazza della Rocca, sono stati sistemati di recente e sono praticamente inutilizzati”.
Fermo restando, infatti, che gli stipendi per i cinquanta impiegati, tanto a Roma quanto a Viterbo, andrebbero comunque pagati, il risparmio per la locazione potrebbe fermare la fuga d’uffici e servizi verso la capitale, a tutto danno della Tuscia e dei suoi abitanti.
Linea sulla quale il sindaco Gabbianelli si è trovato d’accordo. “M’informerò ha detto se dovesse accadere, sarebbe un danno per l’utenza viterbese. Si parla tanto di federalismo, poi alla prova dei fatti, si continua ad accentrare tutti i servizi”.