Riceviamo e pubblichiamo - Vi scrivo per raccontare un fatto increscioso avvenuto l'altro ieri.
Alle ore 15.00 del 25 settembre, i genitori che hanno iscritto i propri figli alla classe prima della scuola Media Egidi, sono stati convocati, previo avviso, per un incontro con la signora preside.
Nel corso di detto incontro la preside ci ha informati che il servizio mensa, che ci aveva garantito a gennaio, non era un servizio che la scuola, per il momento, poteva fornirci.
La giustificazione è stata la mancanza della messa in posa di un lavello nell’aula destinata al refettorio, che il comune avrebbe dovuto disporre facendo fronte ad un pagamento di 16 mila euro.
Inoltre la preside ha precisato che nel mese di gennaio, dopo aver raccolto le iscrizioni per il primo anno e aver raggiunto il numero minimo legale per poter creare la sezione che usufruisse della mensa, ha invitato la Asl a fare un sopralluogo e da questo è emerso la necessità di posizionare un lavello nell’aula destinata al refettorio.
Il Comune, ha detta della preside, è stato informato subito dopo, affinché venissero stanziati i fondi per tale lavoro.
Il Comune ha provveduto a far eseguire due preventivi entrambi della cifra sopra menzionata.
Chiaramente noi genitori eravamo prima di tutto arrabbiati per il disservizio, poi increduli e indignati. La stessa preside ci ha invitato a recarci presso il Comune e parlare con il signor Rossi, per il ritardo nei lavori.
Presso gli uffici Comunali stava per iniziare il consiglio quando, non avendo trovato il signor Rossi, abbiamo fermato e chiesto al signor Gabbianelli di prestarci qualche minuto della sua attenzione.
Il sindaco si è dimostrato disponibile ad ascoltarci così io gli ho esposto brevemente quanto ci aveva raccontato la preside.
Il sindaco, come prima cosa, ci ha detto che lui “disconosceva” il problema e che non poteva fare nulla.
“Comunque ora lei ne è al corrente, e speriamo che almeno lei, o meglio, soprattutto lei, possa fare qualcosa”. La risposta che ho ottenuto è stata la seguente. “Signora, vorrà dire che verrò personalmente con il lavello e la calce”.
Avvertendo il tono ironico con il quale sminuiva una problematica che aveva portata noi genitori, eravamo una decina, a recarsi presso gli uffici comunali in un pomeriggio in cui abbiamo dovuto mettere da parte i nostri impegni privati, ho risposto che a noi poteva andare bene purché il problema si risolvesse.
Il signor sindaco non ha apprezzato la mia risposta e ha tentato di gelarmi con uno sguardo che probabilmente riserva alle persone che lo contraddicono.
Gli altri genitori sono intervenuti cercando di sensibilizzarlo sulla necessità di trovare una soluzione il prima possibile.
Il signor Gabbianelli ha risposto nuovamente che era “ridicolo” che il Comune da gennaio non fosse stato capace di mettere un lavello e io gli ho risposto che era proprio per questo motivo che ci eravamo recati presso gli uffici del Comune ed eravamo arrabbiati.
Successivamente siamo riusciti a parlare con il signor Rotelli il quale si è dimostrato disponile e ci ha detto che era al corrente del fatto e che i 16 mila euro necessari per il lavoro nell’aula mensa il Comune non li ha. Non li ha? Allora noi genitori ci chiediamo prima di tutto questo: “Perché la signora preside ci ha garantito un servizio che doveva sapere di non poter offrire?” e poi ancora: “perché il Comune non ha i soldi per dei lavori che vanno a toccare un tasto tanto delicato come quello della scuola? Perché il Comune non è sensibile ai problemi dei cittadini che necessitano di un servizio di mensa scolastica per i propri figli?”
Il signor Rotelli ha raccolto i nostri numeri di telefono garantendoci un incontro per ieri mattina presso la scuola Media Egidi insieme alla Preside, al fine di trovare una soluzione.
La soluzione è stata trovata. Un’altra aula della scuola sarà utilizzata come refettorio in attesa che vengano svolti i lavori nell’aula precedentemente scelta. Probabilmente in Comune hanno rotto qualche salvadanaio nascosto e hanno trovato i 16mila euro.
Il fatto che il problema sia stato risolto è un grande sollievo per tutti. Intendo tutti noi genitori e anche tutte le persone che prestano il loro servizio presso gli uffici Comunali e si occupano di queste cose…
La presente è per rendere noto il fatto che noi genitori abbiamo dovuto investire il nostro tempo a cercare soluzioni presso il Comune, raccogliendo l’ira del signor Gabbianelli per una questione che da mesi doveva essere affrontata e risolta.
Ora lascio a voi le riflessioni che vorrete fare rispetto all’atteggiamento del signor sindaco nei confronti di un cittadino che chiede aiuto per la risoluzione di un problema di pertinenza del Comune.
Comunque, per fortuna questa storia finisce con un lieto fine.
Buona giornata a tutti!
Angela Monica Baiona