- La mostra antologica “ Il lungo percorso della pittura di Felice Ludovisi opere dal 1937 al 2007” comprende 84 opere (olio su tela) di cui due polittici: “La Giornata “ e “Il Paradiso”, quest’ultima, inedita.
La mostra si svolgerà nei locali della Rocca Albornoz di Viterbo, sede del Museo Nazionale Etrusco di Viterbo e resterà aperta dal 28 settembre al 10 ottobre 2007 dal martedì alla domenica , dalle ore 12 alle ore 18 - chiusa il lunedì.
Nelle vetrine sono esposte opere di scultura, grafica e libri relativi all’attività dell’artista.
L‘esposizione raggruppa in singole sezioni sigillate da un ritratto della moglie/musa Adriana, diverse opere dello stesso periodo o dello stesso registro poetico.
Una piccola sezione è dedicata a dipinti ispirati alla città di Viterbo ed una sezione, ad un viaggio ideale nella laguna veneziana.
In apertura una rassegna di autoritratti dal 1939 al 2004.
L’occasione è quella di festeggiare il novantesimo compleanno del maestro Felice Ludovisi, illustre concittadino viterbese.
La mostra ripercorre le lunghe, alterne stagioni di un ciclo della storia e dell’arte intenso e appassionante, riflesse dall’occhio penetrante di un testimone che non si è mai sottratto alla esigenza di un personale, incondizionato coinvolgimento.
Dal risveglio del dopoguerra, alla infatuazione del boom economico; dalla crisi di tutte le illusioni, ai frenetici tentativi di ricomposizione; dallo sfaldamento del mondo contadino , all’ incoercibile primato della tecnologia con il suo corteo di nichilismi e conformismi, l’arte di Ludovisi ha seguito l’evolversi dell’epoca.
Sempre con amore, sempre con l’appassionata aspirazione di indirizzarsi ad una mèta coerente e sempre, con accorata partecipazione, additando ai contemporanei che era ed è possibile una opzione ulteriore.
A ben osservare i diversi capitoli della sua produzione, di cui questa mostra intende citare i relativi capoversi, magicamente sintetizzati nei corrispondenti ritratti della moglie Adriana, si scorge un motivo conduttore a cui l’Artista novantenne è rimasto sempre fedele.
Il suo dire, infatti, esordisce con uno stile terroso, affine a quello della “Scuola Romana”, di lettura immediata del dato sensibile; passa attraverso l’analisi per scomposizione di quello stesso dato ( gli strumenti, ovviamente, sono quelli del disegno e del colore); ne intravede le diverse possibilità di riaggregazione, come accade per le parti di un simbolo, fosse anche nella sfera del surreale; viene attratto dalla lusinga di coglierne la dimensione onirica e itinerante e approda, infine, alla esperienza diretta e personale di un assioma metafisico di ardua definizione.
E’ un percorso, il suo, speculare a quello che caratterizza il pensiero e la prassi dell’ultimo secolo, la cui lucida visione Ludovisi rilancia con forza dalle sue tele.
Un percorso, dunque, modulato e plasmato sulle alterne vicende umane, ma tutto parimenti attraversato da quell’unico, imperativo impulso che consiste nell’utilizzo sapiente e raffinato del mezzo pittorico per riaffermare, nei diversi contesti, il fondamento universale a cui l’intelligenza umana può e, forse, dovrebbe tendere.
Così l’artista si fa testimone per vocazione e, in una sorta di tenace fiducia negli strumenti dell’arte, compagno di strada dei suoi contemporanei ai quali, di volta in volta, sembra indicare un traguardo possibile, se mai avessero perduto l’orientamento.
- Promotori e organizzatori: Città di Viterbo; Rotary Club Viterbo; Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto;
- Patrocini: Ministero dei Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale; Regione Lazio; Provincia di Viterbo; Comune di Viterbo; Pontificium Consilium de Cultura; Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon.
- Partecipanti: Fondazione Carivit; Carivit; Banca di Viterbo; Aquilanti S.p.A; Confindustria Viterbo; Enerpetroli; Orsolini; Opel Ciminauto.