Riceviamo e pubblichiamo -
Presidente Marrazzo
Alla ASL di Viterbo diminuisce la produttività e aumentano i premi produzione.
Mentre lei è impegnato nello sforzo per ripianare il grave deficit della sanità del Lazio, dovuto soprattutto alla gestione della precedente giunta, a Viterbo si va in direzione opposta.
Ho avuto già modo di segnalarle l’aumento del numero delle consulenze e dei relativi compensi (solo due di queste sfiorano complessivamente il mezzo milione di euro l’anno), come le ho già scritto; vengono pagati affitti d’oro per gli uffici della Asl ed aumentano numero dei dipendenti e spese, nonostante la riduzione dei posti letto. Per ultimo, un concorso riservato ad alcuni, anziché aperto a tutti per un totale di oltre 60 posti, spostando allo scopo i termini di una sanatoria regionale.
A tutto questo si aggiunge il rifiuto di ogni forma di trasparenza negando, ad esempio al CODACONS e al Tribunale de diritto dei malati la visura degli atti che, in base alla legge, dovrebbero essere pubblicati sul portale informatico della Regione, sistematicamente vuoto.
A tutte queste gravi inadempienze si aggiunge l’ultima in ordine di tempo che voglio segnalarle.
La ASL di Viterbo ha effettuato una ricognizione dei volumi complessivi delle attività ospedaliere facendo un confronto tra il 1° semestre 2006 e il 1° semestre 2007.
Dall’esame dei DRG risulta una differenza negativa con un notevole decremento dei ricoveri, delle prestazioni e quindi dei ricavi.
Dovrebbero diminuire anche le spese che, invece, aumentano, sia per il personale, sia per i beni sanitari.
Addirittura aumentano le spese non sanitarie. L’attività ospedaliera diminuisce del 10% circa ed i costi aumentano del 6% circa tra il 2006 e il 2007, facendo seguito ad altri dati negativi degli anni precedenti, come il Bilancio 2006 che, da un esame attento e meno propagandistico, vede un notevole aumento del deficit. Di questo passo e con il deficit accertato dalla Corte dei conti si va verso la bancarotta.
Sono inoltre aumentate le fughe verso altri ospedali, la cosiddetta mobilità passiva. In una situazione di tale gravità, che dovrebbe consigliare un regime di austerità, vengono corrisposti premi di produzione di circa 25.000 euro ciascuno (oltre il normale stipendio) per il direttore amministrativo e quello sanitario.
Tutto ciò avviene contemporaneamente alle rampogne che il direttore generale rivolge nei confronti delle strutture ospedaliere invitate persino a lesinare sulle garze, gli aghi, le flebo ed al contemporaneo blocco degli ordinativi del materiale sanitario e non.
Il direttore generale si permette, tra l’altro, di distribuire premi sulla base di una verifica tutta “personale” e non istituzionale perché, lui stesso, non è stato ancora verificato dalla Regione che, deve farlo dopo diciotto mesi dall’insediamento.
Credo sia la prima volta in Italia che un’azienda in situazioni economiche gravissime si permetta tali “regali”, nonostante la Corte dei conti abbia segnalato alla Regione un deficit di 275 milioni di euro nel 2005, successivamente aumentato nel 2006.
Credo che questi fatti si commentino da soli e che richiedano provvedimenti adeguati.
Cordiali saluti
Luigi Daga