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Il sindaco Carai
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Riceviamo e pubblichiamo - Il recente comunicato con il quale i consiglieri comunali di Forza Italia dichiarano di voler sostituire l’amministrazione comunale nella tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini ripropone situazioni già viste e cadute nel ridicolo appena due settimane fa.
Lo schema è quello usato per il rilascio accidentale di acque oleose dalla Centrale Enel: si prende una notizia dalla stampa, si denuncia una presunta inefficienza dell’amministrazione, si propone se stessi come salvatori della patria.
Questa volta la notizia è fornita dal Sole 24 ore che in un articolo sulle emissioni di anidride carbonica (CO2) in Italia nel 2006, identifica il Lazio e la Centrale di Montalto di Castro come maggiori produttori nazionali di questo gas serra.
Notizia scontata, visto che il Lazio ospita il più grande polo energetico italiano, la centrale di Montalto di Castro è il maggior impianto termoelettrico italiano ed il ministro Scaiola (Forza Italia), in deroga alle leggi vigenti, ha imposto ad essa nel 2006 l’uso di olio combustibile a basso tenore di zolfo (BTZ).
La presunta inefficienza dell’amministrazione, denunciata dagli estensori del comunicato, origina invece dall’ignoranza dei fenomeni inerenti l’inquinamento atmosferico e dell’attività ambientale dell’amministrazione comunale.
Prestando attenzione alle problematiche connesse con le emissioni industriali, i consiglieri comunali in questione avrebbero appreso che il controllo delle emissioni ed il monitoraggio ambientale competono all’amministrazione provinciale ed all’Arpa Lazio, e che i cambiamenti climatici si combattono a livello internazionale (Protocollo di Kyoto, Piano delle Emissioni dell’Unione Europea, ecc.).
Conseguentemente, il ruolo del sindaco, ed in generale di tutti i cittadini, relativamente al controllo della CO2 è limitato alla promozione del risparmio energetico ed al supporto alle forze politiche che perseguono la riduzione delle emissioni di gas serra.
Prestando attenzione alle attività dell’amministrazione comunale, gli estensori del rapporto si sarebbero anche accorti che sin dal 1998 l’amministrazione ha condotto e pubblicato studi sugli inquinanti più pericolosi per la salute della popolazione che vive nell’area (metalli pesanti, polveri sedimentate e sospese) e sull’esposizione dei bambini in età scolare.
Ancora oggi alcuni di questi studi sono in corso, ed alzando lo sguardo da piazza Matteotti sui palazzi comunali, o passeggiando nel Parco di Vulci, ogni cittadino può vedere i dispositivi di prelievo del materiale particellare sedimentabile che si sta studiando.
Sebbene il monitoraggio della qualità dell’aria non le competa, l’amministrazione comunale controlla in continuo le concentrazioni degli ossidi di azoto, del biossido di zolfo e del PM10 nella stazione di monitoraggio di piazza Tre Cannelle, ne verifica il rispetto dei limiti di legge e, in situazioni in cui possono originare rischi per la salute della popolazione, provvede ad una diffusione dei dati in tempo reale.
Anche ciò è purtroppo sfuggito all’attenzione dei consiglieri di Forza Italia, i quali non si sono accorti che, nel periodo tra il 3 marzo ed il 25 maggio 2006, in cui il decreto Scaiola ha imposto alla centrale l’uso di olio combustibile BTZ, il sito internet dell’amministrazione comunale ha pubblicato ogni settimana le concentrazioni dei tre inquinanti rilevati nelle postazioni di Vulci, Campo Scala e Montalto di Castro, e mostrato ai cittadini i confronti con la stessa settimana dell’anno precedente.
In conclusione, il sindaco prende atto con soddisfazione che i consiglieri comunali di Forza Italia, a differenza del loro partito che propone un aumento dell’uso del carbone nella generazione elettrica e quindi un incremento delle emissioni di CO2, sono preoccupati delle conseguenze sul clima originato dall’uso dei combustibili fossili.
Rispetto alle accuse di inefficienza dell’amministrazione nella gestione dei dati sull’inquinamento atmosferico e sulla tardiva ed inutile offerta di supplenza da loro formulata, non si può che ricordare, ancora una volta, che questa incresciosa situazione avrebbe potuto essere evitata semplicemente rivolgendosi, come qualsiasi cittadino, all’ufficio Ambiente del Comune.
Il sindaco del comune di Montalto di Castro
Salvatore Carai