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Domenico Cocucci
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di dimissioni dall'assemblea regionale de Pd- Tiziana Lagrimino
Presidente Assemblea Costituente Regionale del Lazio del Partito Democratico
e, per conoscenza Nicola Zingaretti
Segretario Regionale del Partito Democratico del Lazio
Andrea Egidi
Presidente Coordinamento Provinciale di Viterbo del Partito Democratico
Con la presente comunico le mie dimissioni dall’assemblea costituente Regionale del Lazio e, di conseguenza, dal coordinamento provinciale di Viterbo.
Le modalità con cui si è giunti alla formazione delle liste prima, e alla elezione di coordinatori provinciali poi, mi hanno convinto che è ormai giunto il momento di porre fine ad un impegno intrapreso quattordici anni fa, quando il rinnovamento della politica sembrava a portata di mano, e durato fin troppo.
Credo che la costituzione del Partito Democratico sia più che mai necessaria per rispondere a due esigenze fortemente sentite dal nostro elettorato: un partito nuovo, aperto, effettivamente “democratico” nella elaborazione e gestione delle scelte e nella selezione della classe dirigente; un progetto politico proiettato nel futuro, libero dalle ideologie e dai lacci identitari del secolo passato.
Sono due esigenze interdipendenti, dal cui soddisfacimento dipende il successo del nuovo partito.
Per questo era cruciale il modo in cui si sarebbe sviluppata la fase costituente del Partito Democratico.
La crisi di credibilità della politica, derivante dalla incapacità dei partiti di rappresentare ed interpretare in modo fecondo la società nelle sue articolazioni, non può essere risolta semplicemente includendo alcune personalità più o meno significative della cosiddetta società civile a far da vetrina.
Occorre dar voce ad orientamenti di opinione e sentimenti che ne sono espressione autentica e che fanno riferimento anzitutto alla esigenza della pienezza della democrazia che i partiti oggi non riescono a rappresentare compiutamente.
Sarebbe stato necessario, perciò, in tutto questo processo, uno sforzo di apertura e di trasparenza, un confronto aperto, tale da garantire alla nuova formazione una vita democratica, una reale rappresentatività, e giustificare l’investimento di fiducia e l’impegno che si è richiesto ancora una volta al cosiddetto “popolo dell’Ulivo”.
Solo il confronto aperto, libero e dinamico delle posizioni nelle assemblee e nei congressi può consentire in un partito la formazione condivisa delle scelte, la selezione democratica dei gruppi dirigenti e, di conseguenza, la sua vitalità e capacità di rispondere positivamente e creativamente alle richieste dell’elettorato.
Abbiamo visto, invece, prima accogliere con sospetto ed ostilità la formazione di liste libere, come fossero illegittime intrusioni che disturbavano l’attenta regia dei ranghi e delle precedenze di chi non vuole mai mettersi in gioco.
Poi coordinatori, presidenti e capigruppo non scelti come momento di sintesi di una mediazione politica alta, conseguente ad un confronto aperto e democratico, ma subiti sulla base di equilibri predeterminati tra pezzi dei partiti fondatori.
E i cosiddetti eletti ridotti, come sempre, al ruolo di semplici ratificatori di decisioni assunte altrove.
Forse non può che essere così, ma per quanto mi riguarda non ha senso continuare.
Seguirò comunque con attenzione la costruzione del nuovo partito, sperando di essere contraddetto dagli sviluppi futuri, perché di tutto abbiamo bisogno meno che di un partito federato di gruppi di potere attenti solo a preservare le rispettive quote ed equilibri.
Auguri sinceri a tutti
Domenico Cocucci