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Gabbianelli già vola
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Fioroni neppure ci prova a volare
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- La sconfitta degli agrari e dei loro figli rossi e neri. Dei reazionari di ogni colore.
Dopo aver perso l’occasione della ferrovia. Dopo aver mancato quella dell’autostrada del Sole. Dopo aver isolato la Tuscia, grazie al rifiuto di raddoppiare la Cassia. Questa volta i viterbesi hanno detto no a chi vuole questa città chiusa dentro le mura e isolata dal mondo. E talmente in ginocchio da essere aperta solo a un potere politico coloniale, ai poteri criminali, alle servitù che fanno solo danni.
Questa volta la scelta è stata per un grande progetto, che certamente avrà anche risvolti negativi, ma che apre questa città al mondo e che la fa tornare in piedi.
Non basta, la scelta di Viterbo porterà un contributo contro il riscaldamento del pianeta visto che in questo modo si avrà minor inquinamento.
Va ricordato, infatti, che la gran parte dei voli vengono dal nord Italia e collocando l’aeroporto a Viterbo si è dato perfino un contributo per quanto riguarda il protocollo di Kyoto.
Contro l’aeroporto a Viterbo c’è chi ha usato la peggiore retorica totalitaria.
Stalin o Mussolini erano dei dilettanti al confronto. Si è usato il concetto di “verità” in modo che neppure un profeta del vecchio Testamento avrebbe avuto il coraggio di fare.
Di contro si son dette menzogne di ogni genere pur di bloccare ancora una volta a possibilità di cambiare le cose a Viterbo.
Una azione fatta di metodi strumentali e senza nessun rispetto per chi la pensa in modo diverso.
Fino a usare la logica dell’uomo - non uomo. Chi è per l’aeroporto è un barbaro, un non uomo. Un disonesto perché non si piega alla “verità” che si mostra.
Manco se il Novecento non fosse trascorso con tutti i danni che le ideologie totalitarie hanno fatto.
Si poteva scegliere di fare una opposizione basata sui fatti. Si è scelto di far ricorso alle ideologie. Alla logica amico (chi la pensa come me) - nemico ( chi non la pensa come me).
Ebbene neppure questo è valso alla Causa.
Dopo il mancato raddoppio della Cassia, con un danno ambientale enorme, con intere popolazioni che vivono con le auto sotto i denti, si voleva continuare nella politica dell’isolamento. Si voleva continuare a mantenere i vecchi equilibri politici.
Certo, c’è stata una opposizione all’aeroporto razionale, non ideologica. E a questa tanto di cappello. Ma per il resto sono stati usate argomentazioni incredibili.
Al sindaco Gabbianelli, ma anche a Marini, va riconosciuto il merito di aver creduto nell’aeroporto fin dall’inizio. Quando veniva preso in giro ferocemente proprio da queste colonne. Ogni tanto anche i visionari hanno visioni che si realizzano.
A Fioroni e al centrosinistra va dato atto di aver contato a livello nazionale e regionale, come mai prima era accaduto.
Tanto da piegare i potentati romani più vicine a Frosinone.
E poi c'è stata l’università, con il rettore Mancini che ha operato per fare in modo che la scelta ricadesse su Viterbo.
Si son visti perfino i Comunisti Italiani di Di Meo insieme agli uomini del centrodestra pur di portare a casa il risultato.
Come dire che c’è stata un’azione unitaria come è accaduto raramente, dal Comitato per l’aeroporto alle istituzioni (quasi tutti i comuni della provincia), alle associazioni, ai singoli cittadini.
Tra i tanti articoli e servizi sull’aeroporto pubblicati su queste colonne abbiamo anche fatto una piccola inchiesta tra i cittadini di Viterbo. Per trovare un contrario abbiamo dovuto cercarlo. E a momenti non si trovava.
Ora arriva la parte più complessa della storia. Bisogna minimizzare gli aspetti negativi e massimizzare i vantaggi per tutti.
Bisogna soprattutto cambiare mentalità. Capire che al di là delle mura c’è il mondo.
Ora Roma può diventare veramente una risorsa. Non sarà più possibile che sia così distante come è ora. Arriveranno ferrovia e collegamenti veloci ed ecologici.
Quando doveva passare la ferrovia da Viterbo sembra che gli agrari viterbesi si opposero perché dava fastidio alle mandrie che si sarebbero imbizzarrite e così per l'autostrada.
Con l’aeroporto è finito il tempo degli agrari. Con buona pace di chi vorrebbe questa provincia ferma e asservita a un pauperismo di comodo.
Intanto il comitato per l'aeroporto ha annunciato una festa di piazza per domani, quando arriverà il ministro Bianchi.
E c'è da star certi che ci saranno molti cittadini.
Carlo Galeotti