"Credo che finalmente, per una volta, abbia prevalso una valutazione tecnica ed obiettiva rispetto alle numerose pressioni di varia natura che, specialmente negli ultimi mesi, avevano caratterizzato e, direi turbato, il dibattito sul terzo scalo aeroportuale del Lazio".
Lo dichiara il consigliere regionale dell'Udc Rodolfo Gigli.
"Per una volta l'impegno preso dalla giunta, nella persona dell'ex assessore ai Trasporti, nel tavolo istituzionale appositamente costituito, e da tutti condiviso, sulla necessità di individuare il sito aeroportuale solo in base alla migliore funzionalità per i cittadini, è stato rispettato.
Infatti erano mesi che sia l'Enac che l'Aeronautica Militare avevano ribadito con chiarezza che il sito di Viterbo è il più idoneo ad ospitare il terzo aeroporto del Lazio".
"La decisione di scegliere Viterbo per costruire il terzo aeroporto del Lazio rappresenta per la Tuscia, come per tutta la Regione, una vera svolta che incrementerà l'intera economia regionale. Questa scelta aiuta la provincia di Viterbo a programmare una nuova fase di sviluppo e di crescita, in particolare per il turismo, dando giusta opportunità ad una zona a vocazione agrituristica, ricca di siti artistici, culturali, termali, ed enogastronomici da valorizzare nel mondo" lo ha dichiarato in una nota Giuseppe Celli, capogruppo SDI alla Regione Lazio.
"La scelta di un terzo aeroporto nel Lazio risponde alle legittime richieste dei cittadini di Ciampino sull'annosa del Patine che, a causa dell'intenso traffico rischiava un congestionamento, con gravi ricadute in termini di impatto ambientale. Per la giunta Marrazzo, Viterbo deve rappresentare una opportunità ma anche una sfida, per una vera rivalutazione del territorio e delle sue province, che spesso hanno dovuto subire una politica "Romano-centrica" a discapito di un patrimonio che può e deve essere valorizzato per una nuova politica di sviluppo e di occupazione" ha aggiunto il capogruppo.
"Occorre infine ribadire che l'investitura di Viterbo non preclude automaticamente la possibilità per la provincia di Frosinone di ospitare un quarto scalo, così da garantire ad un territorio di importanza strategica le adeguate prospettive di sviluppo economico, occupazionale e infrastrutturale" ha concluso Celli.
Alleanza Nazionale rivendica l’azione promotrice del sindaco Gabbianelli, i protocolli con i Ministeri e con la Regione, il primo finanziamento ottenuto dall’allora Sen. Bonatesta.
Noi continueremo così e credo che la mia idea di un finanziamento da chiedere, con un emendamento, non fosse così peregrina e sicuramente il problema sarà riproposto nelle aule parlamentari.
Tanta gioia e la consapevolezza di dover affrontare ora una stagione nuova che cambierà il volto del territorio e per la quale occorre responsabilità e capacità di veicolare il cambiamento”.
Senatrice Laura Allegrini
Ali al sogno motore al futuro
Con questo slogan è stata combattuta la dura battaglia, fatta di conferenze, meeting e raccolte firme, per guidare, forse meglio dire incalzare, il ministro dei trasporti Bianchi a scegliere Viterbo per la costruzione del terzo aeroporto del Lazio.
Campagne informative e pubblicitarie che hanno visto Forza Italia, al fianco del Comitato Aeroporto Viterbo, attivissima sul territorio con l’impegno in prima persona del senatore Giulio Marini e di tutti quei giovani che hanno sostenuto queste iniziative, sensibilizzando la gente sui numerosissimi riflessi positivi che questa grande opera porterà alla Tuscia.
Finalmente il tanto atteso annuncio…
Annuncio che è senz’altro una grande vittoria per tutti coloro che, mettendo da parte individualismi ed interessi personali, hanno creduto nell’importanza di uno scalo viterbese, impegnandosi quindi in prima persona nel promuovere questa causa.
Esemplare la lezione di buona politica che ha dato Forza Italia sul tema aeroporto, attivando moltissimi giovani che hanno cercato i consensi sul territorio, parlando con la gente per abbattere quel muro, troppo spesso invalicabile, che separa la politica dalla realtà in cui viviamo.
Mettere via le bandiere di partito ora che la scelta è stata fatta; basta dunque col rivendicare la paternità dell’opera (come troppo spesso fanno i politici per cercare voti), la scelta è stata dettata solamente dal buon senso, che almeno per una volta è riuscito a prevalere, e dalla volontà dei cittadini, sollecitati dai più convinti sostenitori dell’aeroporto viterbese.
Il motto su scritto non è altro che lo slogan lanciato dal Comitato Aeroporto e Opere della Tuscia, con cui Forza Italia ha avuto l’onore di collaborare non certo per mera propaganda, ma per senso di responsabilità, dettato solo e soltanto dalla consapevolezza dei benefici che questo scalo porterà alla nostra terra.
Luigi Poleggi
Giovane di Forza Italia
«Ora che Viterbo diventerà sede del terzo scalo aeroportuale del Lazio tutti i nodi ferroviari verranno al pettine, nel senso negativo del termine, anche a livello europeo e mondiale. Già, perché i problemi dei pendolari, finora erroneamente sottovalutati dal centrosinistra, diventeranno esperienza comune per tutti i viaggiatori che, scesi dall’aereo, dovranno raggiungere la capitale. Non esiste, infatti, una strada ferrata capace di condurre a Roma in meno di un’ora e mezza. E attenzione: stiamo ragionando sulla carta, cioè nella situazione ideale. La realtà, tra corse cancellate, ritardi, guasti, parcheggi di scambio occupati dai rom e vecchi convogli che altri paesi europei getterebbero in discarica, è ben diversa».
Lo ha dichiarato il capogruppo della Democrazia Cristiana per le Autonomie al Consiglio regionale del Lazio, Fabio Desideri.
«Il capoluogo dell’alto Lazio ha spiegato Desideri è collegato a Roma da due ferrovie: la regionale gestita dal Campidoglio tramite la società Met.Ro (ex concessa) e la Fr3 di Trenitalia, oggetto di un contratto di servizio con il Lazio. C’è anche una terza opzione: prendere il treno passante per Orte».
«Bene, la Roma-Viterbo di Metro, 101 km di cui l’80 per cento a binario unico, collega le due città ha proseguito Desideri in 2 ore e 40 minuti circa. La Fr3, 88 km di cui 61 a binario unico, impiega, a seconda delle corse, da un minimo di un’ora e 31 minuti a un massimo di 2 ore e 24 (lo standard è di 1 ora e 48 minuti). Il treno regionale che transita per Orte ci mette un’ora e 32 minuti. Un po’ troppo, per usare un eufemismo. E ricordo che stiamo sempre ragionando sulla carta ».
«Se poi consideriamo che i pullman della Cotral da Saxa Rubra a Viterbo impiegano, sempre sulla carta, non meno di un’ora e mezza e che l’unico collegamento stradale è rappresentato dalla via Cassia, è ovvia la necessità di intervenire sulle infrastrutture senza, però, far passare sottotraccia l’incapacità gestionale dimostrata dal centrosinistra. Perché le responsabilità politiche ci sono ed è bene che emergano con chiarezza. Pena il ripetersi dei medesimi errori», ha concluso Desideri.
Oggi 26 novembre 07, Alessandro Bianchi ministro dei Trasporti ha ufficializzato, alla presenza del Presidente della Regione Lazio P. Marrazzo, la decisione del Governo di dare il via alla costruzione dell’aeroporto nella città di Viterbo.
Ora più che mai, bisogna che ci sia un concreto impegno politico al ripristino della ferrovia Civitavecchia Capranica- Orte.
In questa nuova realtà, la stazione di Capranica può assumere un ruolo determinante, rappresentando il crocevia ferroviario per Viterbo e Orte - Terni.
Veltroni, ha tenuto a precisare che i collegamenti da e per il nuovo aeroporto di Viterbo deve vedere protagonista l’uso del mezzo ferroviario.
L’operatività del nuovo aeroporto è prevista entro la fine del 2010, per questo scalo è previsto un traffico di viaggiatori prossimo ai sei milioni al termine del 2020.
Riteniamo che questa scelta potrà essere una vera boccata di ossigeno per un concreto rilancio del turismo e dell’economia di tutto il comprensorio.
Comitato per la riapertura della ferrovia Civitavecchia Capranica Orte
Gabriele Pillon
Comitato Promozioni
Alto Lazio
Giacomo Traini
Il Circolo della Libertà “Viterbo Uno”, presieduto da Andrea Marcosano, canta vittoria. Oggi il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Alessandro Bianchi ha annunciato che il terzo scalo aeroportuale del Lazio, dopo Fiumicino e Ciampino, verrà fatto a Viterbo.
Il Circolo, negli ultimi mesi, si è battuto a favore della costruzione di questo aeroporto a Viterbo. “Siamo stati anche promotori di una sorta di referendum popolare” spiega Marcosano.
“Abbiamo infatti realizzato decine di interviste tra i viterbesi: tutti erano a favore dello scalo. Alcune di queste interviste sono state mandate in onda anche in una puntata della Tv della Libertà.
Crediamo che l’aeroporto, potenziando i collegamenti con la nostra città, favorirà lo sviluppo della nostra economia. Dove ci sono infrastrutture, tutto funziona meglio”.
Siamo soddisfatti dell’ubicazione a Viterbo del terzo scalo del Lazio.
Abbiamo sempre creduto e siamo stati in prima linea in questa battaglia, che è di sviluppo, di ammodernamento delle infrastrutture e di realizzazione delle incompiute fin qui accumulate.
Certamente questa vittoria è dovuta al fatto che i parametri tecnici sono stati tutti a vantaggio della città di Viterbo, anche se non possiamo negare che questo processo è stato accompagnato dall’azione del ministro Fioroni e dall’impegno dell’onorevole Ugo Sposetti.
La sfida per noi inizia oggi, perché dobbiamo avere la volontà politica, la preparazione e l’intelligenza di riuscire a coniugare sviluppo con la sicurezza, la salute pubblica e salvaguardia dell’ambiente. Il nostro territorio subirà una rivoluzione, ma dovremo essere sempre attenti a mantenere le peculiarità del territorio stesso, che è soprattutto a vocazione agricola e turistica.
Il capogruppo del Partito democratico in Provincia di Viterbo
Domenico Manglaviti
“Siamo contenti del risultato ottenuto con la scelta di Viterbo come terza sede aeroportuale del Lazio, ora occorre continuare con il metodo della programmazione negoziata quale sistema di sviluppo del territorio”.
E’ questo il commento a caldo del presidente della Confesercenti di Viterbo Vincenzo Peparello, subito dopo avere appreso la notizia della scelta di Viterbo quale terzo aeroporto del Lazio.
“Si è potuti arrivare a questo risultato - continua Peparello grazie alla programmazione negoziata tra istituzioni, piccole e medie imprese, associazioni di categoria e forze sociali, con un approccio che cerca di valorizzare le specifità territoriali e di mettere in moto interventi per lo sviluppo locale.
La scelta dell’aeroporto è un esempio lampante del successo che si può avere lavorando con questa strategia, che vede nella sussidiarietà e nell’apporto integrato di pubblico e privato le armi vincenti”.
Per quanto riguarda l’aeroporto civile, il presidente della Confesercenti è dell’idea che “è stata non solo una scelta tecnica ma una svolta politica di sistema territoriale basata su uno sviluppo di rete, che vede nell’interdipendenza degli attori in campo il segreto del suo successo”.
“Ora serve rimboccarsi le maniche conclude Peparello per agire bene nei mesi di intenso lavoro che ci aspettano. Il metodo della concertazione dovrà continuare ad essere privilegiato per ogni decisione. Dal punto di vista delle presenze turistiche siamo soddisfatti perché i voli low cost rappresenteranno un importante investimento ai fini della destagionalizzazione: ci saranno turisti tutto l’anno”.
“Complimenti alla lineare e coerente fermezza del ministro Bianchi afferma l’assessore provinciale ai Trasporti, Renzo Trappolini - nelle procedure e nella decisione tecnica assunta. Motivo di fiducia nella politica. Complimenti alle istituzioni locali e ai loro rappresentanti anche in Parlamento e al Governo. Complimenti al Comitato per l'aeroporto e a tutte le componenti della società civile viterbese”.
E ancora: “Per la Tuscia, l'occasione per dimostrare che saprà percorrere la via dello sviluppo cominciando a lavorare da subito per riprogrammarlo intorno alla città aeroportuale, valorizzando, senza cedimenti, le identità culturali e ambientali dei singoli territori, dalle potenzialità di cintura metropolitana e distretto industriale del sud, all'occasione turistica della via Francigena, alla ricchezza degli etruschi sul litorale e al bacino di attrattive naturali e urbanistico architettoniche e storiche del nord della Provincia. Tutti insieme, perchè l'aeroporto si inserisca, arricchendolo, nel nostro stupendo habitat".
Abbiamo appreso con viva soddisfazione ed entusiamo la comunicazione
fatta dal Ministro Bianchi sulla localizzazione prevista a Viterbo del terzo scalo aeroportuale del Lazio.
Soddisfazione ed entusiasmo che fanno seguito all'impegno diretto di tutta la nostra Società a sostegno di questa localizzazione
nella Tuscia e vicinissima al nostro nodo interportuale .
Da questa scelta arriva un nuovo forte incentivo anche allo sviluppo del nostro Interporto.
Nella definitiva fase di realizzazione delle opere che è in corso, avevamo già previsto la fornitura di servizi di trasporto cargo-merci per
linee aeree, oggi quella previsione diventerà presto una realtà.
Siamo dentro la rete di infrastrutture della mobilità a servizio del nuovo scalo, per questo motivo ci rendiamo disponibili, e da subito, ad un supporto logistico, tecnico ed anche finanziario a beneficio del nuovo Aeroporto di Viterbo.
Interporto centro italia orte spa
il presidente
Marcello Mariani
Non poteva essere altrimenti. La giusta ed operosa intuizione di Gabbianelli, e la validità delle argomentazioni tecniche addotte, non potevano che determinare la scelta di ubicare a Viterbo il terzo scalo aeroportuale del Lazio.
La Federazione provinciale di Alleanza Nazionale, intende così ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo storico risultato, a cominciare dal Sindaco di Viterbo che fin dal 1999 ha portato avanti una politica amministrativa a favore del nostro territorio, con intuizioni e risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.
Grazie a questo importante traguardo, la Tuscia si candida a diventare un territorio in grado di recitare un ruolo da protagonista nel panorama turistico ed economico nazionale ed internazionale, ed in grado, quindi, di offrire una preziosa opportunità di crescita a tutti i nostri giovani.
Federazione Provinciale di Alleanza Nazionale di Viterbo
“Una occasione irripetibile per la Tuscia”. Così Giulia Arcangeli, vicecoordinatrice del PD provinciale, commenta la scelta della localizzazione del terzo scalo aeroportuale del Lazio a Viterbo.
“La decisione ufficializzata, questa mattina, dal ministro dei Trasporti e dal presidente della Regione Lazio inaugura indubbiamente un capitolo nuovo nella programmazione dello sviluppo e contribuisce ad accelerare il processo di riequilibrio territoriale nella regione. Processo che abbiamo sempre ritenuto fondamentale per la valorizzazione delle identità della nostra provincia e per la promozione dei suoi fattori di eccellenza”, sottolinea Arcangeli.
“E’ necessario, adesso, lavorare perché la realizzazione dell’aeroporto si traduca in reale opportunità di crescita per tutto il territorio. Grazie alla scelta compiuta, trainante per il potenziamento della dotazione infrastrutturale, la Tuscia può uscire definitivamente dall’isolamento”, sottolinea Arcangeli.
“La compattezza che, negli ultimi mesi, si è espressa non solo a livello istituzionale ma nell’intera società viterbese -conclude- rappresenta un valore anche per il futuro”.
Il Presidente dell’Ascom-Confcommercio di Viterbo, Franco Boccolini, così commenta l’ufficializzazione da parte del Ministro dei trasporti, Bianchi, della scelta di Viterbo quale sede del terzo scalo aeroportuale del Lazio: “la decisione ci riempie di orgoglio e felicità: è stata una dura fatica e una vittoria di un’intera provincia! Per una volta la cosiddetta lobby territoriale ha portato a casa un risultato fondamentale per quello che sarà lo sviluppo economico per i prossimi anni. Non ci sono paternità di azioni da rivendicare, ma solo un importante risultato d’insieme, che dovrebbe fare scuola per i prossimi impegni”.
Possiamo ora esprimere piena soddisfazione.
Un obiettivo importante, conseguito con un lavoro sistematico ed efficace ad ogni livello, espressione di una determinazione convergente del territorio e sancito da una scelta della buona politica, quella che tiene insieme gli interessi generali con le disponibilità e le condizioni utili.
Una classe dirigente della Tuscia che riscatta in questa occasione la miopia di quelle che nel passato rifiutarono altre opportunità, preoccupate di difendere egoistiche posizioni di rendita e ostili ad ogni ipotesi di sviluppo più diffuso.
Ora bisogna continuare con la stessa determinazione e coerenza. E’ necessario attrezzarsi - sotto ogni profilo perché tutte le potenzialità che questa prospettiva apre siano colte appieno, perché le occasioni occupazionali, di crescita e sviluppo vedano un protagonismo concreto e fattivo di tutte le risorse disponibili.
Per questo è necessario che la politica locale esprima da subito in ogni luogo di governo, a cominciare dalla città di Viterbo una decisa e lungimirante azione amministrativa, adeguata a sostenere e favorire questa intrapresa.
Francesco Serra Capogruppo PD