Riceviamo e pubblichiamo - In queste ore è c’è un frenetico rincorrersi di notizie che prevedono la chiusura dell’ospedale di Tarquinia entro il prossimo 20 dicembre.
Lo sostiene il Tribunale dei malati, la stampa locale e il sindaco Mazzola di Tarquinia che addirittura ha minacciato di incatenarsi al cancello dell’Ospedale per evitarne la chiusura.
Le ditte che lavorano in ospedale sembra che bloccheranno il cantiere perché da tempo non sono state saldate dalla Asl e dalla Regione Lazio che non hanno più i fondi necessari per l’ultimazione dei lavori degli ospedali della Provincia.
In tale situazione il sindaco Mazzola, sempre ligio alla disinformazione della sinistra più faziosa, ha pensato bene di addossare tutta la colpa alla precedenti amministrazioni di centrodestra.
A noi che stanno invece a cuore solo le sorti dell’ospedale, bene primario per la collettività locale, non piace interessarsi dei problemi gettando sistematicamente discredito sugli avversari ma interessa ricercare le soluzioni più idonee alla risoluzione del caso.
Ci dichiariamo quindi,sin d’ora, disponibili a dare il nostro sostegno politico alla battaglia in favore del nostro nosocomio.
Ci viene però naturale rivolgere, in proposito, alcune domande al direttore generale della Asl Aloisio.
Perché, se non vi sono i fondi per saldare le ditte che lavorano in ospedale, continua a stipulare, come sostiene il consigliere Luigi Daga insieme ad altri rappresentanti delle forze politiche, consulenze d’oro superflue che addirittura, nel periodo 2006/2007, avrebbero superato il numero di 200 per una spesa complessiva di milioni di euro?
Perché ha affittato a Viterbo una nuova struttura per gli uffici e i poliambulatori della Asl per una cifra annua di 2 miliardi e 600milioni delle vecchie lire e non ha invece ristrutturato la vecchia sede per la quale esistevano già i dovuti finanziamenti?
Perché ha espresso parere favorevole all’accreditamento regionale della Clinica S. Teresa di Viterbo dove già esiste l’ospedale di Belcolle che può assicurare tutte le necessità sanitarie della popolazione?
Ha calcolato quante decine di miliardi costerà annualmente la convenzione per tale struttura privata alla Regione Lazio e quindi ai cittadini del territorio?
Se lei Aloisio avesse evitato tali onerosi, quanto inutili esborsi alla azienda alla quale ella è stato preposto quale manager responsabile, probabilmente oggi gli ospedali di Tarquinia, Civitacastellana, Montefiascone ed Acquapendente sarebbero pressoché ultimati e non si sarebbe invece dovuto addossare le colpe ad altri come sostiene il sindaco Mazzola del suo stesso schieramento politico.
Il Presidente di A.N. di Tarquinia
Mimma Arpini