Riceviamo e pubblichiamo - Ho letto più di una volta lettere pubblicate dalla redazione in cui certi politici dichiarano con molta leggerezza che “favorire chi ha bisogno non è reato”. Ma queste parole si possono sostituire con una unica parola “raccomandazione”.
Parola sussurrate, da sempre, dai lavoratori in pausa caffè nei corridoi di tanti edifici comunali, scolastici ecc ecc. Se questa parola viene sussurrata, un motivo ci sarà. Se esistono i concorsi o se vengono richiesti determinati requisiti per assegnare un posto di lavoro, un motivo ci sarà.
Mi incuriosisce sapere con quale metro di misura vengono considerate bisognose alcune persone. E poi non perdiamo di vista il fatto che dando lavoro “a chi ha bisogno” e non a chi se lo meriterebbe, continueranno ad esserci laureati che fanno i baby sitter, dog sitter, le pulizie, i commessi nei negozi.
Senza nulla togliere a questi nobili lavori, quasi tutti sono remunerati in nero e soprattutto non corrispondono alle aspettative di quei ragazzi che hanno trascorso molto tempo a studiare, e neanche dei loro genitori che hanno investito denaro nella loro formazione culturale.
Buona giornata a tutti
Monica Angela Baiona