Riceviamo e pubblichiamo - La grande mobilitazione democratica del Viterbese che portò alla scelta della gestione pubblica del ciclo delle acque (che suscitò tanto interesse a livello nazionale) non può essere vanificata ed umiliata dai "giochetti di potere" di chi vuol fare del rinnovo del consiglio di amministrazione della S.p.A. pubblica Talete una occasione di spartizioni e ricollocazioni.
Il tentativo di allargare i "posti", per personaggi più o meno esperti a direttori tecnici, direttori amministrativi o amministratori delegati, spartendo omolumenti e plebende, deve essere respinto.
I sindaci e il presidente dell'amministrazione provinciale non debbono prestarsi a questo "gioco".
La finanziaria 2007 assegna alle S.p.A. pubbliche come la Talete tre consiglieri di amministrazione (compreso il presidente) e tre revisori (compreso il presidente); questo deve essere il risultato di chi intende difendere la gestione pubblica, l'economicità, la trasparenza ed una visione sociale del sistema tariffario.
La scelta dei nuovi amministratori della Talete va realizzata con criteri di competenza e trasparenza determinando la missione sociale di cui l'azienda è incaricata.
Per quanto ci riguarda siamo impegnati in una forte azione di vigilanza e mobilitazione che coinvolga associazioni, sindacati, singole personalità e ci opporremo a qualsiasi tentativo che cerchi di fare della Talete uno strumento spartitorio sopra le teste dei cittadini.
Il tavolo della Sinistra viterbese