- “Chiunque fa politica segnala persone che hanno bisogno di lavoro. Non credo possa essere considerato un crimine”. Così Arianna Meloni, all'epoca dei fatti resi noti nel corso di una udienza del Tribunale del riesame sul caso Rotelli,
La Meloni nel periodo a cui si riferiscono i fatti era impiegata presso il gruppo di An alla Regione Lazio e attualmente è capo della segreteria del parlamentare di An Fabio Rampelli.
''I documenti mostrati dal Pm Franco Pacifici al tribunale del Riesame di Roma, durante la discussione del ricorso presentato da Mauro Rotelli afferma -, risalgono a prima delle elezioni politiche, quindi alla nomina di mia sorella Giorgia alla vice presidenza della Camera dei Deputati.
Non vedo quindi perché quei fatti, ammesso che abbiano qualche rilevanza, debbano essere associati al suo nome, sebbene indirettamente''.
''Ritengo - ha aggiunto - che tutti coloro che fanno politica segnalino tramite i partiti persone che hanno bisogno di lavoro. Non credo possa essere considerato un crimine. Io faccio politica dal 1993 e penso che non mi serva ricorrere ai ruoli ricoperti da altre persone, in questo caso da mia sorella, per svolgere la mia attività. Sono anche certa Rotelli uscirà alla grande dalla vicenda in cui si trova coinvolto''.