- Tarquinia per un giorno centro della comunità scientifica internazionale, grazie all’importante sinergia tra l’Università Agraria di Tarquinia e Università della Tuscia, Dipartimento DAF, coordinato dal professore Antonio Leone.
Inserita nelle attività del progetto Europeo denominato MEDOCC, alla due giorni scientifica parteciperanno unità operative da quattro nazioni Europee, per la Grecia (nazione capofila) presente il Politecnico di Atene e il Politecnico di Salonicco, facoltà di Ingegneria, per l’Italia l’Università della Tuscia, Dipartimento DAF, ed l’Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR, la cui attenzione è incentrata sul bacino sperimentale del Fiume Marta, per la Francia il Consiglio Nazionale delle Ricerche e per la Spagna il Politecnico di Barcellona , facoltà di Ingegneria.
Le tematiche trattate complessivamente dal progetto sono la pianificazione di bacino, la difesa del suolo e l’assetto idrogeologico. Aspetti affrontati in parallelo dagli scienziati delle diverse nazioni che, con cadenza semestrale, si riuniscono per un confronto che poi diviene punto di riferimento per le normative europee.
Il giorno 23 novembre nella capitale etrusca riunione dei diversi partner mentre per il giorno 24 novembre, presso la sala ISDER sita in Alberata Dante Alighieri, seminario pubblico che tratterà in maniera specifica i problemi del Fiume Marta, con la partecipazione degli stessi scienziati Europei, oltre alla presenza degli enti di gestione del territorio.
Dati importanti, prossimi alla pubblicazione che sarà oggetto di un prossimo convegno, e comunque utili vista la profonda attualità legata alla messa in sicurezza del Fiume Marta, e i recenti lavori peraltro monitorati dal Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.
Per il Consigliere Delegato dell’Università Agraria di Tarquinia Edmondo Elisei: "Si tratta di una due giorni molto importante per la città, la comunità scientifica chiamata ad intervenire su un problema così sentito è occasione da non perdere sicuramente. Una riflessione circostanziata, che prende in esame il Fiume Marta nel suo complesso, senza segmentazioni, un flusso di dati indispensabili per la messa in sicurezza complessiva del Marta, l’occasione migliore per arrivare a comprendere e se possibile dare garanzie a tutti i terreni prossimi al letto del fiume ed in costante pericolo in caso di esondazione. Speriamo in una nutrita partecipazione della città.
La presenza di terreni di demanio Civico gestiti dall’Università Agraria di Tarquinia, se da un lato rende l’ente molto interessato alle dinamiche di gestione del fiume, dall’altro permette di pensare a soluzioni drastiche e innovative".