 |
Francesco Ciprini
Copyright Tusciaweb |
Riceviamo e pubblichiamo - Siamo costretti ad una presa di posizione a seguito dell’articolo del direttore di Tusciaweb, per ristabilire un principio di chiarezza e di verità sulla vicenda capogruppo al comune di Viterbo che da troppo tempo sta agitando i cronisti politici.
Non ritenendoci con molta umiltà- né servi né sciocchi, puntualizziamo che il metro di autonomia non si misura sul gradimento altrui delle decisioni da noi prese, anche se si tratta del gradimento di autorevoli giornalisti.
Il processo alle intenzioni appartiene ad una cultura molto lontana dalla nostra e da quella che anima il PD.
La scelta fatta da noi consiglieri si basa su ragionamenti maturati in mesi di dibattito e confronto interno al gruppo consiliare verificatosi in più incontri ed hanno fondamenta di natura esclusivamente politica.
Non siamo certamente guidati da sentimenti di vendetta nei confronti di nessuno.
Le valutazioni, invece, espresse nei nostri confronti ci sembrano offensive non tanto delle nostre persone, quanto di chi attraverso il meccanismo di espressione di una preferenza ci ha assegnato il ruolo di consigliere comunale, e ci stupisce che alcune frasi vengano da chi, nel 2004, con noi, ha partecipato a quella battaglia contro il centrodestra come candidato nelle file di una lista civica.
Domenico Callea Piera Coscarelli Sandro Marenzoni Franco Guancini Aldo Bellocchio Luigi Miralli Francesco Ciprini.
C’è chi è abituato a prendere decisioni senza essere criticato e c’è chi è abituato alla critica. A me piace far parte d’ quest’ultimo gruppo.
I regimi non mi sono mai piaciuti.
Unica sottolineatura: le sole parole offensive sono state usate nella risposta dei consiglieri. Chi vuole continuare a farsi male da solo è libero di farlo.
Carlo Galeotti