Riceviamo e pubblichiamo
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Il segretario Martinelli
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- Leggendo i resoconti di cronaca giornaliera che ci informano delle varie riunioni di partito, di gruppi, di correnti, che si stanno azzannando per conquistare un posto al CdA della Talete Spa, società pubblica che gestisce il servizio idrico nella Tuscia, ci sentiamo veramente turlupinati.
Vedere che gli stessi personaggi politici che negli anni 2003-04 avevano deciso di consegnare la nostra acqua al profitto dei privati, senza preoccuparsi delle ricadute negative per tutti i cittadini, con le tariffe che si moltiplicavano ogni anno, ed oggi essere i principali protagonisti della gestione pubblica dell’acqua, conquistata con la mobilitazione e la lotta dei movimenti, della Cgil, e di quella parte della sinistra che non si arrendeva al pensiero neoliberista, è lo specchio del trasformismo politico più bieco.
I movimenti, i cittadini che hanno vinto quella battaglia sono stati definitivamente messi fuori dal Consiglio di Gestione della Talete.
Fino a poco tempo fa, quando tutto era ancora precario e bisognava inventare percorsi e azioni per far decollare la società Talete, un rappresentante dei movimenti era componente del CdA Talete a vigilare che la società non diventasse un ulteriore carrozzone politico clientelare e che lo spirito del servizio pubblico si mantenesse intatto; controllo e ridefinizione del piano d’ambito, cioè delle opere necessarie, controllo della dinamica tariffaria, senza caricare troppo sulle famiglie, garanzie per le fasce più deboli, progetti e interventi di solidarietà internazionale a sostegno di chi non ha l’acqua potabile per vivere.
Tutto questo sta venendo meno, purtroppo la Talete la vogliono trasformare come nuovo centro di potere, con spartizioni tra capi bastone.
Facciamo appello ai cittadini, ai movimenti, alle forze politiche che hanno creduto nella battaglia contro la privatizzazione dell’acqua a far sentire forte la loro voce di protesta contro chi vuole gestire tutto per interesse politico.
Passa anche da qui la distanza sempre più marcata tra la politica e i cittadini che si vedono espropriati del diritto alla partecipazione e alla democrazia.
Il segretario generale Cgil Vt
G..Battista Martinelli