Pubblichiamo per gentile concessione del Messaggero - La ricetta sarà pure nuova, ma gli ingredienti restano sempre gli stessi.
E il partito Democratico viterbese che viene fuori dall'intervista rilasciata da Angelo Allegrini a un quotidiano locale sembra proprio corrispondere a una ribollita dove - mentre le famose quote rosa vengono messe in stand by - in pentola cuociono solo nomi maschili.
Nonostante proprio ieri il leader nazionale del partito Walter Veltroni, in un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera, abbia messo in guardia i segretari regionali “contro i vecchi vizi della politica”.
A Viterbo comunque le donne del Pd scalpitano e, se qualcuna prende posizione sulla sponda del fiume e aspetta, Daniela Bizzarri non ci sta e tira fuori tutta la sua rabbia: «Il Pd è partito col piede giusto, applicando il principio per le primarie di liste divise al 50 per cento tra uomini e donne.
Ora che ci troviamo però di fronte alle prime nomine da fare, credo che si debbano applicare le linee proposte da Veltroni e non quelle che privilegiano chi ha bisogno di una sistemazione.
Ho voglia di collaborare secondo queste linee guida, ma nel caso se ne dovessero applicare altre, non sarei per niente soddisfatta. Se a una donna si chiede di fare un passo indietro per un'altra donna bene, ma se fosse per far posto a un uomo, assolutamente no perché vorrebbe dire che prevale ancora la vecchia logica maschilista.
Sono d'accordo con Pieranna Falasca: se non dovesse esserci quella che è stata propagandata come una delle novità qualificante del Pd, potremmo anche uscire dal partito».
Non è da meno Anna Guadagnini che attribuisce ad Allegrini «un'idea vecchia della politica fatta di spartizioni e di garantismo.
Saranno i talenti, le competenze, le professionalità a dettare legge nelle scelte, a partire da quelli dimostrati dalle donne.
Ed è paradossale che l'unica casella ricoperta da una donna, come capogruppo in consiglio comunale, sia messa in discussione per rispondere solo a logiche di spartizione, facendo pagare pegno a Giulia Arcangeli per non essersi candidata alle primarie nella lista sostenuta dall'ex segretario della Margherita.
Le primarie sono preistoria: oggi dobbiamo scrivere una nuova storia e la dobbiamo scrivere insieme, così come prevedono i regolamenti del Pd e come Veltroni ha più volte ricordato.
Il 50 per cento delle donne che ha contribuito alla nascita del Pd non sta avanzando richieste eccessive, sta solo mettendo a disposizione i propri talenti sia nelle cariche istituzionali che nei consigli di amministrazione degli enti partecipati».
E Lina Novelli? Rinnova il suo voto di fiducia a Veltroni perché in lui ha «riscontrato la volontà di dare voce e valore alle donne.
Sono fiduciosa che per le donne ci sarà un ruolo all'interno del partito, ma non possiamo pensare che per le nomine apicali si applichi il discorso delle quote rosa come obbligatorio.
Niente è semplice perché si tratta di rimuovere una cultura: per questo credo che vada fatto uno sforzo in più, da uomini e donne».
Annabella Morelli