Riceviamo e pubblichiamo -
Ad Alessandro Giacchetti
Prefettura Viterbo Ufficio Territoriale del Governo
Al Presidente dell’Amministrazione Provinciale Viterbo
Alessandro Mazzoli
A tutti i cittadini - utenti
della Provincia di Viterbo
Il 21 novembre le lavoratrici ed i lavoratori di Poste italiane del settore del recapito, scioperano per l’intera giornata.
Attraverso questa iniziativa, la categoria dei portalettere e di tutto il recapito vuole lanciare un ulteriore grido di allarme affinché l’azienda intervenga in maniera concreta nell’opera di riorganizzazione del settore.
È ormai trascorso oltre un anno da quando Poste Italiane ha definito il progetto finalizzato al miglioramento del servizio in tutto il paese.
Tutti questi mesi di sperimentazione stanno a dimostrare il peggioramento nella consegna della posta, sia per i tempi che occorrono sia per la qualità stessa.
Sono infatti innumerevoli le rimostranze presentate da singoli cittadini, enti locali, istituzioni, grandi clienti, a testimoniare il malfunzionamento del recapito.
Tutto questo sta avvenendo nonostante l’encomiabile opera quotidiana dei lavoratori e delle lavoratrici, spesso impegnati ben oltre le normative contrattuali ed in condizioni di sicurezza discutibili.
Ci domandiamo se tutto ciò ha come fine ultimo la voluta crisi del servizio del recapito, attività che negli ultimi decenni ha reso grande e popolare l’azienda Poste in tutta Italia.
Ci domandiamo se tutto questo non serva a consegnare alla concorrenza (con un evidente dumping sociale) un’attività svolta oggi in condizioni contrattuali certe e sottoscritte da oltre 40.000 addetti in tutta Italia e da circa 4.000 nel Lazio.
Ci domandiamo perché l’azienda Poste non vuole discutere con il sindacato territorio per territorio, come riorganizzare il recapito così come è stato sottoscritto nell’accordo del settembre 2006.
Ci domandiamo perché l’azienda accentui il suo tentativo di isolamento e disconoscimento della rappresentanza sindacale.
Non è un caso infatti che l’azienda è stata denunciata per attività antisindacale (art. 28 dello statuto dei lavoratori).
Vogliamo scusarci con quanti non riceveranno la posta nella giornata del 21 novembre, ma questo giorno di sciopero è stato proclamato affinché l’Azienda ponga rimedio ad un caos organizzativo non più sostenibile né da parte di chi gestisce né da parte di usufruisce del servizio. La clientela appunto, quella che se sarà mantenuta potrà offrire ancora un lavoro a migliaia di addetti.
Lo sciopero del 21 è stato indetto dalla sola SLC-CGIL perché ha ritenuto non più rinviabile tale forte iniziativa rispetto alla gravità della situazione.
Ci auguriamo che anche le altre organizzazioni sindacali possano convincersi, al più presto, di ricondividere percorsi comuni, visto che non hanno mai sottovalutato la dimensione del disservizio e le difficoltà che i lavoratori subiscono a causa delle azioni unilaterali dell’azienda Poste.
Sappiamo che anche lei prefetto è intervenuto con l’azienda Poste per avere spiegazioni sui tanti disservizi denunciati, ma siamo anche certi che le giustificazioni che l’azienda le ha fornito non hanno rappresentato tutti i punti di vista ma che anzi, lo supponiamo, le responsabilità sono state attestate esclusivamente sui lavoratori.
Pensiamo che anche il nostro punto di vista sia importante per capire l’orlo del baratro verso cui l’azienda stà portando il servizio ed i lavoratori.
Il nostro impegno non mancherà mai, anche nell’immediato futuro, avendo noi in testa due obiettivi, la qualità del servizio ed i diritti dei cittadini-utenti, insieme all’imprescindibile dovere di rappresentare e far valere i diritti dei lavoratori di questa azienda che tanto hanno dato e continuano a dare a Poste Italiane ed al sistema Paese.
Distinti saluti
Segretario Provinciale SLC-CGIL Viterbo
Carlo D’Ubaldo