Riceviamo e pubblichiamo
-Il processo costitutivo del Partito Democratico è entrato nella sua fase cruciale. Dobbiamo procedere alla concreta costruzione del nuovo soggetto, traducendo in sostanza politica i propositi di innovazione e di cambiamento fin qui esclusivamente dichiarati.
Voci ricorrenti, invece, indicano come già assegnati con vecchie logiche spartitorie i ruoli del nuovo partito.
Si dice ormai apertamente che gli incarichi di Segretario provinciale, capogruppo alla Provincia, Segretario e capogruppo nel Comune di Viterbo, dovrebbero essere ripartiti tra i vecchi gruppi dirigenti dei Ds e della Margherita sulla base di automatismi privi di qualsiasi ragione politica.
Ed è prevedibile che un analogo meccanismo sarà riprodotto in tutti i più importanti centri della provincia.
Un sistema sbagliato e pericoloso.
- Perché ripropone le logiche di una coalizione tra partiti invece dei criteri di un partito unitario e nuovo anche nei metodi di selezione dei propri dirigenti.
- Perché esclude aprioristicamente e senza motivo dai ruoli di responsabilità tutti coloro che provengono da altre esperienze. Persone che in molti casi hanno già testimoniato la necessità di superare le antiche identità per costruirne una nuova, e che sono state candidate ed elette nelle liste di Centrosinistra.
- Perché tale metodo spartitorio sta determinando aspre contese all'interno dei vecchi gruppi dirigenti dei DS e della Margherita per l'assegnazione di questa o quella agognata postazione.
Un modo di agire assurdamente autolesionista, che finisce per emarginare alcuni mentre crea i presupposti di una spaccatura tra gli altri.
Il Partito democratico anche nella Tuscia sarà un partito plurale, con una base associativa e con un elettorato assai diversificati. Nessuna delle sue componenti dovrà sentirsi esclusa, così come è necessario che le donne ed i giovani trovino quegli spazi che sono stati preclusi loro in passato.
Le scelte che ci attendono, quindi, a partire da quella del primo coordinatore provinciale del PD, dovranno essere finalizzate alla ricerca ed al consolidamento dei nuovi equilibri, non certo a preservare i vecchi.
E’ necessaria, in questa fase costituente che precede il primo congresso del partito, l’individuazione condivisa di un coordinatore di garanzia capace di fare sintesi. Riteniamo inopportuna, pertanto, l’automatica riproposizione di uno dei segretari uscenti, Ds o Dl che sia.
Non perché delegittimati o inadeguati al ruolo, ma perché, al di là delle intenzioni, questa scelta invierebbe un duplice messaggio negativo per l’immagine di un partito che si vuole aperto e non autoreferenziale: “Tranquilli, non è cambiato nulla” e “Non illudetevi, non è cambiato nulla”.
Il piccolo sacrificio oggi richiesto agli ultimi dirigenti DS e DL non ne pregiudica il futuro politico, che potrà, con il prossimo congresso, essere comunque affidato alle scelte di tutto il popolo del PD, ma renderà un grande servizio al partito nascente e alla democrazia.
E' tenendo fede a questi principi che noi interpreteremo il nostro ruolo di costituenti, rispondendo alle attese di coloro che ci hanno votato, nella logica dello slogan con cui nei mesi scorsi abbiamo ricoperto i muri di tutta Italia: “Sono democratico, perciò decido io”.
Antonella Ferrante, Sinistra PD - Angela Bettucci, Lista Bindi-Letta - Domenico Cocucci, Lista Bindi-Letta - Andrea Cutigni, Sinistra PD.