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D'Angelo (Udc)
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Pubblichiamo una interrogazione al sindaco Gabbianelli del capogruppo Udc D'Angelo sulle società comunali. Nel documento viene sottolineato come tutta la faccenda sia stata trattata in modo a di poco confusionario.
Con interventi da parte dell'amministrazione caratterizzati, secondo l'Udc, da "sovrapposizione di organi pubblici (direttore generale, assessore al Bilancio, team del controllo analogo, dirigente ragioneria e bilancio) e privati ( terne di saggi ed esperti contabili aziendali) senza alcuna chiara gerarchia".
Si fa notare, poi, al sindaco come i pagamenti alle società avvengano con ritardo da parte della ragioneria del comune.
Insomma dopo le mense e la Ztl anche le società partecipate del comiune vanno a far parte dello scontro in atto tra l'Udc di Gigli e il sindaco Gabbianelli.
Sulla stampa di questi ultimi giorni è stato scritto un fiume di parole sulle società partecipate, sui ritardi in cui l'amministrazione comunale le ha seguite dalla fase iniziale di start up (pianificazione e redazione dell'orginario piano industriale affidato “all'esperto” dott. Rubini di Pesaro) a quella di concreta gestione nonché a quella di adattamento per far fronte alle numerose difficoltà sopravvenute.
Innanzi tutto esaminiamo i riferimenti normativi.
L'art. 147 del TUEL Testo Unico degli Enti Locali contenuto nel Decreto Legislativo 267/2000 stabilisce che gli Enti Locali verificano attraverso il controllo di gestione l'efficacia, l'efficienza e l'economicità dell'azione amministrativa al fine di ottimizzare, anche attraverso interventi correttivi, il rapporto tra costi e risultati.
L'art. 113 bis del TUEL Testo Unico degli Enti Locali prevede che l'affidamento diretto (cd. “In House”) dei servizi pubblici locali alle società di capitali partecipate dagli Enti Locali è consentito a patto che gli enti pubblici titolari del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che la società realizzi la parte più importante della propria attività con l'ente o gli enti pubblici che la controllano.
La normativa di riferimento parla per ben due volte di controllo che deve essere considerato come lo strumento attraverso il quale le scelte operate dal Consiglio Comunale sono misurate, valutate ed eventualmente corrette.
In tema di società partecipate quali sono gli organi competenti di riferimento?
Se non si disponesse di appropriate conoscenze politiche, il normale cittadino trova sul sito del Comune di Viterbo che al:
a) Direttore Generale fa capo la funzione del controllo di gestione: a questi spetta di perseguire livelli ottimali di efficacia ed efficienza. Intrattiene i rapporti con le società partecipate e controllate dal Comune ai fini della programmazione delle attività relative ai servizi affidati e coordina i controlli necessari per le verifiche sul rispetto dei contratti di servizio.
b) Assessore al Bilancio spettano le politiche societarie;
Già nella primavera 2005 il Consiglio Comunale, che è l'organo di indirizzo supremo nell'ambito dell'Ente Locale, aveva espresso l'esigenza di conoscere un po' meglio le reali difficoltà delle società partecipate: con Deliberazione del Consiglio Comunale del 7 giugno 2005 veniva nominata una prima Commissione di esperti (Gruppo per i Servizi Pubblici Locali del Comune di Viterbo formata dal Prof. Avv. Nicolò Amato, dott.ssa Roberta Albano e dott. Gianluca Zuccaro Labellarte) che hanno approfondito vari aspetti giuridici, economici ed organizzativi concernenti l'esternalizzazione di alcuni servizi pubblici, (operazione deliberata dal Consiglio Comunale di Viterbo in data 17.12.2002).
Nell'autunno del 2005 tale gruppo di esperti depositava un primo lavoro dal quale emergevano alcune problematiche relative ai rapporti funzionali/organizzativi fra il Comune stesso e le società partecipate e tra queste:
a) necessità del controllo analogo;
b) necessità di scambi periodici d'informazione tra controllato e controllore;
c) necessità di opportuni adeguamenti ed adattamenti ai contratti di servizio.
A questo primo gruppo di esperti ne è seguito un altro (dott. Baraldi, dott. Maculani e dott. Salani) che si è insediato alla fine del 2006 e che al di là delle soluzioni che suggerirà pare abbia ribadito (non abbiamo la relazione ufficiale) parte delle conclusioni già a suo tempo evidenziate dai primi tre saggi e sopra esposte nei punti sub a), b) e c).
La situazione allora è la seguente:
1) a fine 2002, inizio 2003 il Comune delibera di esternalizzare alcuni servizi affidandoli a società di capitali partecipate dallo stesso Comune;
2) nel 2005 si avverte la necessità che intervenga qualcuno competente a tal punto da chiamarlo saggio a fare chiarezza e ad individuare i problemi preliminari ed effettivi delle società;
3) alla fine del 2006 viene nominata una nuova terna di saggi per ristrutturare l'attività delle società partecipate.
In pochi anni di concreta operatività delle società partecipate, tutta l'attività di avvio, pianificazione, analisi e controllo è stata svolta da soggetti estranei all'Amministrazione che molte volte riportandosi alle medesime conclusioni hanno individuato precise carenze di dialogo tra controllore e controllato. In questo risiede una delle rigidità di maggior rilievo che impedisce una rapida ed efficace azione di analisi, valutazione e successivo intervento a correzione delle strategie intraprese.
Non conosciamo le iniziative prese dall'Assessore al Bilancio in merito alle politiche societarie, non avendole lo stesso, mai illustrate in Consiglio Comunale; né sappiamo in che modo il Direttore Generale abbia intrattenuto i rapporti con le società partecipate e controllate dal Comune ai fini della programmazione delle attività relative ai servizi affidati e coordinato i controlli necessari per le verifiche sul rispetto dei contratti di servizio.
Sappiamo però che con atto n. 681 del 04/12/2006 la Giunta accogliendo la proposta n. 17 del 27/11/2006 del Settore Bilancio e Contabilità ha istituito la funzione del controllo analogo che è stato affidato ad un gruppo di persone con a capo il Dott. Guerrini (Coordinatore) che ha chiesto un compenso di €. 26.800 al CEV e di €. 16.200 alla Francigena. Ma non è questo il compito specifico del Coordinatore d'Area, cioè del Dott. Guerrini, pagato anche per tale funzione??
Compito di tale “team” è quello di visionare e raccogliere una serie di documenti (bilanci, situazioni contabili periodiche, verbali degli organi sociali etc.) al fine di poter fornire con cadenza semestrale del materiale che possa risultare utile alla Giunta ed al Direttore Generale; alle società partecipate è fatto obbligo di trasmettere entro il mese successivo al trimestre solare la propria situazione economica e patrimoniale nonché le risultanze della contabilità analitica o industriale e l'analisi degli scostamenti rispetto al budget approvato.
Non c'è alcun riferimento ad un tavolo tecnico di incontri periodici tra management delle società e Direttore Generale o team del controllo analogo. Tutto è rimesso al filtro della valutazione dei numeri e dei documenti contenuti nelle relazioni.
Dopo quattro anni dall'avvio dell'esternalizzazione dei servizi pubblici e loro affidamento a società di capitali pubbliche, dopo oltre un anno dalla richiesta della prima terna di Saggi, prende piede anche presso la nostra Amministrazione Comunale la funzione del Controllo Analogo prevista per Legge (in altre amministrazioni comunali tale funzione è stata istituita preventivamente rispetto al sorgere delle società vd. Comune di Terni, Forlì, Rimini etc.).
Ma la costituita attività del controllo analogo nasce sotto una cattiva stella: a parte la numerosità dei soggetti impiegati di questi non tutti sembrerebbero avere adeguate competenze tecniche/economiche e comunque non tutti potrebbero avere quelle necessarie per sedere conteporaneamente allo stesso tavolo di indagine ed approfondimento.
Gli incontri del 30/01/07 e del 21/02/07 non hanno ancora portato ad alcun risultato significativo.
Dopo quattro anni dall'esternalizzazione di alcuni servizi pubblici il quadro normativo che l'Amministrazione Comunale ha realizzato non può che portare alle seguenti conclusioni:
a) sovrapposizione di interventi di organi pubblici (Direttore Generale, Assessore al Bilancio, team del controllo analogo, Dirigente Ragioneria e Bilancio) e privati ( terne di saggi ed esperti contabili aziendali) senza alcuna chiara gerarchia;
b) difficoltà degli organi dell'Amministrazione Comunale di cogliere nell'attività di controllo il momento fondamentale dell'attività di gestione delle società partecipate (come insegnano i principi basilari della cultura d'impresa) che si è manifestata anche nell'assenza di un qualsiasi documento ufficiale d'indagine finora prodotto dall'attività di analisi interna all'Amministrazione;
c) disattenzione ai modelli organizzativi già predisposti ed ampiamente collaudati da altre amministrazioni comunali e periodicamente illustrati, spiegati e commentati sulle principali riviste specializzate di settore cui anche il Comune di Viterbo è abbonato;
d) generale sottostima da parte dell'Amministrazione Comunale (Giunta, Direttore Generale ed Assessore al Bilancio) delle funzioni di controllo di gestione e controllo analogo;
e) incapacità a tradurre in formule semplici e concrete la necessaria interazione tra controllore e controllato;
In tale contesto il Collegio dei Revisori nei documenti ufficiali rivolti all'Amministrazione in materia di indirizzo, controllo e monitoraggio sulle società partecipate dal Comune di Viterbo (Relazioni ai bilanci preventivi 2004,2005,2006 e 2007 Relazione ai consuntivi 2003,2004 e 2005, Verbale del 11/11/03 per condivisione documento prot. 3144 del 31.10.2003 del Dirigente Settore Bilancio e Ragioneria) ha invitato l'Amministrazione Comunale a non trascurare l'importanza di un opportuno ed attento controllo sulle società partecipate, sul flusso di informazioni tra controllore e controllata nonché sull'esigenza di rivedere con cadenza periodica affidamenti e modalità di svolgimento dei servizi pubblici locali svolti dalle stesse società partecipate.
Pertanto Le chiediamo in attesa della relazione dei commercialisti circa la delibera di giunta che li ha incaricati:
1) A che punto è il passaggio di ROBUR alla TALETE;
2) Come mai i pagamenti alle Società avvengono, su presentazione di regolari fatture, con ritardo da parte del Settore Ragioneria;
3) le Sue determinazioni in merito.
Il capogruppo Udc
Carlo Maria D'Angelo