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La centrale Enel
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Riceviamo e pubblichiamo
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Al Presidente della Regione Lazio
Presidente, i Comitati No Coke Alto Lazio e il Coordinamento dei Medici per la salute, in data 29 marzo 2007 hanno iniziato uno sciopero collettivo della fame presso il palazzo comunale di Tarquinia per ribadire la contrarietà allo scellerato progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Torre Valdaliga nord Civitavecchia.
Ci appelliamo all’art. 32 della Costituzione Italiana che tutela il diritto fondamentale alla salute dei cittadini della Repubblica e considerando con profonda preoccupazione i recenti dati epidemiologici che confermano la grave situazione sanitaria del comprensorio imputabile principalmente alla presenza del mega polo energetico Civitavecchia- Montalto di Castro, siamo a comunicarle gli obiettivi della nostra protesta:
chiediamo il suo impegno affinché venga effettuata una Valutazione di Impatto Ambientale complessiva di tutti gli inquinanti energetici esistenti nel nostro comprensorio. Valutare solo l’impatto ambientale e sulla salute della centrale a carbone di Civitavecchia (RM) separatamente da quello della centrale di Montalto di Castro (VT) non è la stessa cosa che valutare complessivamente l’impatto delle tre centrali (TV Sud- TV Nord Alessandro Volta Montalto di Castro) rispetto al territorio circostante;
chiediamo che insieme alla ASL e alle altre autorità competenti, la Regione Lazio avvii l’istituzione di un “registro di casi di tumori, leucemie e malattie polmonari gravi rilevati nella popolazione del comprensorio” facendo altresì modo che i relativi dati siano costantemente oggetto di informazione pubblica e agli Enti Locali;
chiediamo che le ASL di Roma e Viterbo avviino uno studio epidemiologico sull’incidenza di alcune patologie (allergie e malattie respiratorie) rilevate nella popolazione del comprensorio con un’età da 0 a 14 anni;
chiediamo la convocazione immediata del “Tavolo della salute” con la partecipazione dei movimenti locali del No al Carbone;
chiediamo un protocollo d’intesa che formalizzi l’accesso diretto ai dati ambientali e la partecipazione alle procedure di rilevazione e di trattamento dei dati da parte di una rappresentanza tecnica qualificata dei movimenti locali del No al Carbone all’interno di un sistema di rilevazione ambientale gestito dalla Regione Lazio e dall’ARPAL;
chiediamo che il Nuovo Piano Energetico Regionale preveda un NO chiaro ed inequivocabile all’uso del carbone anche per le centrali già costruite o di prossima ultimazione;
chiediamo che il Consiglio Regionale si faccia promotore, attraverso il sostegno di altri nove Consigli regionali, di un referendum nazionale per bandire l’uso del carbone e dei termovalorizzatori nella produzione di energia elettrica
Ribadiamo che la forza della nostra azione è di natura assolutamente pacifica e non violenta della lotta e per questo ci ispiriamo ai movimenti che con la forza della ragione, la passione per la vita, il senso di responsabilità per il futuro dei figli, hanno cambiato situazioni disperate.
Rimaniamo a disposizioni per incontrarla nel corso della nostra protesta.
Il Movimento No Coke Alto Lazio
Il Coordinamento dei Medici per la Salute