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Michele Bonatesta
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Senza filtro
-“Casini sempre più solo, come vorrebbero fare apparire autorevoli e meno autorevoli commentatori o Berlusconi e Fini sempre più furiosi a fronte di una Cdl (come vorrebbero fare apparire altri autorevoli e meno autorevoli commentatori) sempre più a pezzi? Ai posteri l’ardua sentenza”.
Michele Bonatesta, ex senatore di Alleanza nazionale, leader di “Insieme per il territorio”, si inserisce nel dibattito politico che in queste ultime ore si sta facendo sempre più acceso.
“Una cosa è certa commenta l’ex parlamentare e cioè che ci troviamo di fronte a due opposizioni che sanciscono la fine di un’epoca, quella Berlusconiana.
Da una parte Casini che da tempo ha rinunciato a nascondersi dietro un dito nel sostenerlo, dall’altra Fini che ritiene di non essere pronto a sancire, anche lui, la fine dell’era Berlusconiana.
Se sino a ieri tutti, nella Cdl, riconoscevano a Berlusconi il diritto del padre-padrone di stilare l’elenco dei buoni e dei cattivi, oggi questo diritto viene messo in discussione, direttamente o indirettamente, da tutti i partner della ex Cdl.
Con Casini che insiste nel suo progetto politico alternativo alla fine del bipolarismo, con Fini, Berlusconi e Bossi che insistono nel riaffermare la validità del bipolarismo.
La verità è conclude Bonatesta che tutti sono perfettamente consapevoli che la Cdl ha ormai esaurito il suo ruolo di guida politica in alternativa al centrosinistra e per questo, tutti, cercano di tirare Casini per la giacchetta.
Non temiamo, dice Fini, la concorrenza dell’Udc? Giusto: quella che Fini, Berlusconi e Bossi dovrebbero temere è infatti la concorrenza di un ormai inevitabile terzo polo, il centro, sicuramente più lungimirante.
E vantarsi, oggi, di avere il 52 per cento senza l’Udc non può certo tranquillizzare i resti della Cdl su quello che potrebbe veramente uscire dalle urne domani, senza Casini e senza l’Udc, con buona pace dell’ineffabile senatore Storace che oramai, con un occhio fisso al 15 maggio prossimo, pensa di poter continuare a ridurre la politica ad una barzelletta. Lo slogan “io centro”, infatti, non è certo riferito a lui. No, Storace, oramai, sicuramente non… c’entra più!””.