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Riceviamo e pubblichiamo
- Per prima cosa, come coordinatore organizzativo, vorrei ringraziare a nome di tutto il Coordinamento Provinciale della Terza Mozione, tutti i compagni e le compagne, che, partecipando ai congressi di sezione, hanno manifestato il loro sostegno alle nostre posizioni.
Subito dopo ringrazio affettuosamente i compagni che si sono impegnati sacrificando famiglia, lavoro, il proprio tempo libero e anche risorse economiche per portare in ogni congresso, e ci siamo riusciti in quasi tutta la provincia, le nostre idee le nostre convinzioni, grazie veramente di cuore a voi tutti.
Sono veramente molto soddisfatto dell’esito dei congressi che si sono tenuti in provincia.
La nostra mozione, pur non potendo annoverare tra i propri sostenitori esponenti locali di spicco, ha raccolto nella Provincia ben 161 voti, pari al 7%.
In particolare riteniamo politicamente molto significativo e di grande orgoglio, aver ottenuto il 20,75% nei congressi di sezione e della Sinistra Giovanile tenuti a Viterbo città.
Il consenso ottenuto dalla Terza mozione “Per un partito nuovo, democratico e socialista” è di indubbio valore, ancor più considerate le condizioni di partenza e quelle determinatesi nel corso di svolgimento dei congressi, durante i quali, in un clima troppo spesso referendario (PD sì, PD no), abbiamo cercato di far comprendere le nostre posizioni.
Non sempre ci siamo riusciti, anche perché in molte realtà hanno inciso significativamente, sull’esito finale delle assise locali, il peso politico e le scelte fatte dagli amministratori locali, posizionati nella loro quasi totalità a favore della mozione “Per il PD” firmata dal segretario Fassino e da altri.
Ci sono delle diversità che ci identificano in modo evidente a tutti, alla mozione del segretario Fassino, tra le prime l’adesione irrinunciabile all’Internazionale Socialista, che è l’organizzazione internazionale dove si ritrovano oltre 150 partiti di sinistra, tra di essi si annoverano posizioni progressiste e democratiche; l’allargamento a più soggetti fondatori a cominciare dallo SDI e dai Verdi; inoltre, nella nostra mozione, si esprime un chiaro e netto riferimento al valore della laicità, intesa come concetto assoluto.
In Provincia di Viterbo, ribadisco che pur non potendo contare, su sindaci e segretari di sezione, abbiamo ottenuto il 7%, che è poi l'obiettivo che pressappoco c'eravamo dati all'inizio di questa avventura. E' invece molto significativo il dato che abbiamo ottenuto sulla città di Viterbo, che è pari 20,75%.
Notiamo inoltre un certo interesse nei nostri confronti, che francamente non pensavamo di suscitare, anche da parte di singoli elettori e di gruppi esterni al partito.
Leggiamo questo interesse come una richiesta di rinnovamento, perché a prendere l'iniziativa di aderire a questa mozione, chiedendo ad altri compagni di aggiungersi, sono stati alcuni compagni sotto i 40 anni, che sino a quel momento avevano vissuto il loro impegno politico in modo passionale, ma defilato.
Costituiamo quindi una piccola novità nel panorama politico cittadino.
Allo stesso tempo credo che questo interesse sia anche il sintomo di una preoccupazione.
Umilmente crediamo che noi siamo quelli che a Viterbo ci connotiamo con maggior chiarezza in termini di laicità e di fedeltà al socialismo europeo.
In questa città, tra gli elettori del nostro partito ma non solo, c'è anche una certa preoccupazione per le conseguenze locali dell'operazione PD. A Viterbo infatti la cultura cattolica è già ultra rappresentata dal centrodestra.
C'è il timore che a con la nascita del PD la cultura politica laica sia ridotta ai minimi termini. Non ci scordiamo che a Viterbo in questo nuovo partito entrerà da protagonista il ministro Fioroni, che su certi temi non la manda a dire nemmeno a Rutelli.
Noi comunque, convinti delle nostre idee siamo al tempo stesso certi che qualcosa di nuovo bisogna proporre e lo strumento delle primarie lo riteniamo un buon inizio di cambiamento. E su questo anche Il Manifesto per il PD, la mozione unitaria della Margherita e la mozione Fassino insistono fortemente su questa procedura di designazione dei candidati.
Anche i dirigenti che hanno presentato la prima mozione si sono molto soffermati sull'importanza delle primarie.
Bene su questo credo allora che tutto il centrosinistra possa trovarsi d'accordo in vista delle comunali del 2009. Le primarie per la città di Viterbo non se, ma come. La partecipazione è un elemento importantissimo per costruire un partito nuovo, che sceglie in modo democratico e trasparente i propri gruppi dirigenti ed i propri rappresentanti.
Per quanto riguarda il congresso provinciale di sabato e domenica intendiamo rispettare l’esito dei congressi appena conclusi dichiarando inoltre che siamo disponibili ad un dialogo con tutto il partito.
Con Andrea Egidi siamo vicini sia sul piano politico, che su quello umano, lo stimiamo ed è anche un nostro coetaneo, per questi motivi non può essere altrimenti.
A dividerci è la diversa valutazione della scelta che Fassino ha fatto ad Orvieto, ma ad unirci è la comune cultura politica di sinistra e riformista.
Gli chiediamo però di investire politicamente su di noi. Invitiamo lui ed il resto del gruppo dirigente a prenderci sul serio, perché le nostre idee non sono saltate fuori come funghi, tra l’altro non e nemmeno il periodo giusto.
Sono presenti non solo tra i nostri iscritti, ma anche nei nostri elettori ed avranno un peso politico nel dibattito cittadino anche dopo il congresso.
Siamo disponibili ad incontrarci per valutare se esistono le condizioni per una gestione unitaria del partito, e su questo si deve onestamente dire che degli approcci sono già stati avanzati.
Lo apprezziamo, ma crediamo che in questo delicato momento serva qualcosa di più: siamo allarmati e preoccupati per lo stato del partito e per la sua coesione. Ci aspettiamo, anche a partire dal congresso provinciale, dei chiari segnali di dialogo da parte della maggioranza del partito.
Dopo questa tornata di congressi e prima dello svolgimento di quelli provinciali, regionali e nazionali, spetta a chi ha avuto la maggioranza del congresso l’onere di una nuova iniziativa politica tesa ad evitare laceranti rotture e peggio ancora, abbandoni silenziosi.
Qualcosa il nostro segretario nazionale Piero Fassino ha già accennato nei giorni scorsi, ma secondo noi anche rispetto alla situazione nazionale rimangono ancora dei nodi cruciali da sciogliere.
Noi consideriamo essenziale ricevere risposte chiare sulle seguenti questioni:
Fase Costituente
Una vera fase costituente richiede tempi necessari al fine di essere credibile.
La volontà di accelerare i tempi della formazione del nuovo partito, in contraddizione con quanto scritto nella mozione “Per il partito democratico”, emersa dalle ripetute dichiarazioni di esponenti della maggioranza, contrasta con questa esigenza.
Chiediamo quindi garanzie certe che la fase costituente non si concluda prima della fine del 2008
Verifica Congressuale
Si deve prevedere, al termine della fase costituente, una verifica congressuale dei DS che sottoponga ad accertamento gli esiti politici, organizzativi e lo scioglimento del nostro partito.
Adesione al PSE
I DS avanzeranno, ai partner politici della fase costituente, la proposta formale di adesione del nuovo partito al PSE. In caso di mancata condivisione, la proposta dovrà essere sottoposta al Referendum fra gli iscritti dei soggetti contraenti il “patto costituente”.
Concludo questo lunga ma dovuta dichiarazione rinnovando i miei più sinceri ringraziamenti a tutti coloro che hanno collaborato con me in questa avventura facendo si che si trasformasse in una splendida realtà.
Andrea Cutigni