- Società comunali, le salvi chi può. Cev e
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Pianura, Moretti e Soggiu
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Francigena sull’orlo del baratro.
Personale in esubero, bilanci che fanno acqua, attività non abbastanza remunerative, gestioni fortemente “sbilanciate”. Non è il solito allarme lanciato dall’opposizione in Comune, ma il risultato dell’analisi di Vittorio Maculani, Paolo Salani e Mauro Baraldi, dottori commercialisti e revisori contabili. Risultato che viene condensato in un documento di dodici pagine.
Le conclusioni degli esperti chiamati al capezzale delle società dalla giunta, sono da brivido. “Non vi sono possibilità di recupero nel breve periodo”, “Le attuali gestioni non hanno possibilità di garantire la sopravvivenza delle società, se non attraverso continui e maggiori interventi del Comune (al quale guardano sempre come alla soluzione di tutti i problemi).
Dal girone dell’inferno gestionale si salva almeno in parte la Robur guidata da Mario Soggiu, confluita nella Talete.
Ma per il Cev del presidente Attilio Moretti e la Francigena di Luigi Pianura, la bocciatura è senza appello.
E per correre ai ripari, i tre professionisti propongono una cura drastica, “Soluzioni pesanti” che passano per l’aumento del costo orario dei parcheggi, aumenti delle tariffe legati all’inflazione e riorganizzazione del personale nelle società.
Cev: piccoli profitti, grande deficit
Una struttura sovradimensionata per svolgere attività poco produttive e con un passivo di gestione, destinato ad aumentare a livello esponenziale. E’ l’impietosa analisi sul Cev.
“Ne costituisce un esempio lampante si legge nel documento uno dei settori caratteristici, i servizi tributi e gestione recupero multe”.
Più che una società, un pozzo di San Patrizio, alimentato, per i tre saggi, anche dal Comune, attraverso anticipazioni. “L’amministrazione spiegano ha dovuto corrispondere al Cev Spa, a titolo d’anticipazioni, cifre rilevanti e ha dovuto evidenziare nel proprio bilancio, importi (per recupero evasione Ici e Tarsu) la cui effettiva riscossione può apparire incerta. In questo modo, i problemi del Cev sono diventati anche problemi del Comune”.
A conti fatti, all’azienda dalle casse comunali sono arrivati più soldi (sotto forma d’anticipi), di quanti ne doveva realmente avere. “Perché solo una modesta percentuale, decrescente negli anni, di tutto l’accertato, arriva a essere realmente riscossa”. Ci sono poi i 250mila euro della discordia, messi tra i ricavi dal Cev “Ma che l’ufficio tributi del Comune ritiene non dovuti”. Nere le conclusioni. “Il servizio sostengono per come è stato condotto e per la sua naturale evoluzione, è destinato a non avere un futuro”.
Francigena al capolinea
La società è in profondo rosso. Colpa di una delle attività che svolge, quella del trasporto pubblico, con i costi per carburante, personale e ricambi, cresciuti a dismisura dal 2003 a oggi.
Fortemente in attivo la gestione dei parcheggi, in leggero utile quella delle farmacie, in pareggio il servizio trasporto disabili: “In cui sostengono Maculani Salani e Baraldi si è riusciti a coniugare efficienza, economicità e utilità collettiva”. Tanto da consigliare il mantenimento anche in situazione di diseconomia.
In perdita il servizio rimozione auto, che dal punto di vista economico non dovrebbe essere di supporto operativo ai vigili, ma a chiamata.
In deficit anche la segnaletica stradale, che opportunamente organizzato, potrebbe produrre risultati apprezzabili.
Robur all’ultima goccia
Per la società del presidente Soggiu, c’è il passaggio nella Talete, con la cessione del ramo d’azienda che interessa il settore idrico, superati alcuni cavilli tecnici. Cessione che decreta la fine della Robur stessa, con l’altro servizio, (cogenerazione d’energia), da valutare e eventualmente cedere al Cev.
La cura
Una situazione critica, richiede interventi adeguati, per i tre saggi. Interventi che passano anche per le tasche dei cittadini.
Come nel suggerimento d’uniformare la tariffa per la sosta dentro e fuori le mura a un euro l’ora, tenere aperto anche la notte e i festivi il parcheggio a pagamento del Sacrario, realizzare nuove aree di sosta in Via Genova, Via Garbini, Via Saragat, vicino alla questura. Provvedimenti che potrebbero portare nelle casse comunali, incassi per seicentomila euro.
Poi servirebbero più controlli, dove ci sono le strisce blu, ma gli automobilisti non pagano, sicuri che nessuno li multerà, come alle Fortezze.
Per la riscossione della Tarsu, il suggerimento è di prevedere aumenti annuali legati all’inflazione e aumentare le zone non servite dal servizio di raccolta rifiuti.
Ridurre i costi, significa anche intervenire sul personale: “Trasformando, nella riorganizzazione delle partecipate, ove possibile, un congruo numero di contratti full time in part time”.
E dismettendo attività che non rendono.
Poi gestendo in house la riscossione della Tarsu (risparmio previsto, 150/200mila euro).
Tutti interventi da porre in essere quanto prima, perché il malato è grave. “L’esperienza insegna che qualsiasi medicina, se somministrata troppo tardi, non solo non produce effetti, ma finisce per aggravare la situazione”, sottolineano gli esperti.