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La centrale di Civitavecchia
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- E a Tarquinia inizia lo sciopero collettivo della fame contro la conversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga di Civitavecchia.
Ad annunciare lo sciopero della fame una ventina di persone del movimento No coke ma il numero potrebbe aumentare.
L'annuncio è stato fatto questo pomeriggio nell'aula consiliare del comune di Tarquinia nel corso dell'incontro in cui sono stati illustrati i dati sui tumori, emersi da uno studio dell'Agenzia di sanità Pubblica della Regione Lazio.
Questa la nota del movimento No Coke sulla riunione di questo pomeriggio
Questa sera colpo di scena nella sala comunale dove si teneva l'assemblea dibattito “Affinché le vittime vincano”
I dottori Mocci, Ghirga, e Masullo hanno relazionato riguardo gli allarmanti dati emersi da uno studio dell'Agenzia di sanità Pubblica della Regione Lazio.
E' stato verso le diciotto che alcuni esponenti del movimento hanno dichiarato lo sciopero collettivo della fame per porre di nuovo l'attenzione dei media e del comprensorio sulla problematica inquinamento.
Gli esponenti del comitato hanno reso pubblico che la loro protesta durerà ad oltranza nel mirino alcuni obiettivi minimi:
Ecco gli obiettivi della nostra lotta secondo quanto riferisce il portavoce del movimento:
1. Chiediamo ai Partiti e alle coalizioni elettorali di Tarquinia che esprimano, con dichiarazioni pubbliche, il loro impegno ad inserire nei rispettivi programmi elettorale un no inequivocabile alla logica delle “compensazioni”.
Vanno rifiutati senza tentennamenti i soldi di chi ha scelto il carbone, per non dare una mano a chi vuole mettere sotto silenzio le popolazioni inquinate accattivandosele con contributi per acquistare ambulanze, allestire centri per disabili, costruire campi sportivi, ecc. ecc. Non vogliamo i finanziamenti che puzzano di carbone.
2. Chiediamo che i presidenti della Provincia di Viterbo e di Roma esigano la valutazione d'impatto ambientale complessiva di tutti gli impianti energetici esistenti nel nostro comprensorio.
Valutare solo l'impatto ambientale e sulla salute della centrale a carbone di Civitavecchia (RM) o separatamente da quello della centrale di Montalto di Castro (VT) non è la stessa cosa che valutare complessivamente l'impatto delle tre centrali rispetto al territorio circostante (l'insieme inquinante è più della somma delle singole centrali considerate singolarmente).
3. Chiediamo che il presidente della Provincia di Viterbo e il presidente della Regione Lazio esigano dall'ASL di Viterbo l'istituzione di un “Registro dei casi di tumori, leucemie e malattie polmonari gravi” rilevati nelle popolazione del comprensorio e che i relativi dati siano costantemente oggetto di informazione pubblica e agli enti locali.
4. Chiediamo che l'ASL di Viterbo avvii uno studio epidemiologico sull'incidenza di alcune patologie (allergie e malattie respiratorie) rilevate nella popolazione del comprensorio con un'età da 0 a 14 anni.
5. Chiediamo al presidente della Regione Lazio la convocazione immediata del “Tavolo della salute”, in cui sia considerato complessivamente l'impatto delle centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro e in cui le rappresentanze dei movimenti locali del no al carbone (No-Coke e comitati cittadini) possano presentare le proprie istanze e i dati epidemiologici di riferimento.
6. Chiediamo che il presidente della Regione Lazio si faccia promotore di uno specifico protocollo d'intesa che formalizzi l'accesso diretto ai dati e la partecipazione alle procedure di rilevazione (controllo parallelo) e di trattamento dei dati da parte di una rappresentanza tecnica qualificata dei No-Coke in un sistema di rilevazione ambientale dell'ARPA della Regione Lazio: i dati e le informazioni sull'inquinamento e la salute riguardano tutti e non possono rimanere questione per pochi tecnici.
7. Tenendo conto:
- che nella Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) si legge:"Non è possibile escludere che tali emissioni abbiano comportato un impatto sulla salute umana che non si è ancora completamente manifestato;
- che la perizia del Tribunale di Civitavecchia in merito al procedimento contro Enel intentato dal Comune di Ladispoli, Regione Lazio e Codacons definisce la suddetta VIA "Lacunosa e incompleta e non significative le conclusioni sul presumibile non effetto sulla salute umana".
E recita inoltre: "La valutazione dell'impatto sulla salute del progetto di riconversione appare incompleta, di ridotta significatività e non rappresentativa della reale situazione";
- che un recente studio epidemiologico definisce seriamente compromessa la salute delle popolazioni di questo territorio;
8. Chiediamo che il ministro Turco venga a Tarquinia ad incontrare in un'assemblea pubblica i manifestanti e la cittadinanza.
Per farsi promotrice in base all'art.32 della Costituzione Italiana di una valutazione dell'impatto ambientale che tenga conto dell'effetto dei 3 gruppi turbogas e del gruppo a olio combustibile della centrale di T.V.S. della Soc.TP, dei 3 gruppi a carbone della centrale di T.V.N. a Civitavecchia, degli 8 gruppi turbogas e dei 4 gruppi a policombustibile della centrale Termoelettrica di Montalto di Castro per una potenza complessiva di circa 7000 Mw. In questi giorni la potenza richiesta dell'intero territorio nazionale oscilla fra i 32000 e i 56000 Mw.
9. Chiediamo che le competenze giurisdizionali sulle questioni ambientali e sulla salute, che riguardano le centrali, ritornino di competenza “naturale” dei Tribunali ordinari.
Si tratta del noto comma 5.5.2 contenuto nella precedente legge finanziaria che ha “scippato” il giudizio sulle denunce di grave inquinamento e d'irregolarità presentate al tribunale di Civitavecchia in merito alla centrale Enel di Torrevaldaliga nord trasferendo la competenza in materia al Tribunale Amministrativo del Lazio (TAR).
10. Chiediamo che il Nuovo Piano Energetico Regionale preveda un no chiaro ed inequivocabile all'uso del carbone anche per le centrali già costruite e/o di prossima ultimazione e che nella predisposizione di tale documento sia espressamente prevista la partecipazione della rappresentanza dei comitati No-Coke locali.
11. Chiediamo alle rappresentanze delle forze politiche locali si facciano promotrici, attraverso il sostegno di n. 9 presidenti di Regione, di un referendum nazionale per bandire l'uso del carbone e dei termovalorizzatori nella produzione di energia elettrica.
12. Chiediamo alle rappresentanza delle forze politiche locali il sostegno per presentare una proposta di legge d'iniziativa popolare per la moratoria nazionale delle lampadine ad incandescenza (ad alto consumo d'energia elettrica), nonché per bandire nell'immediato a livello locale, l'uso di tali lampade in tutti gli uffici e servizi pubblici presenti sul territorio.
13. Chiediamo di diffondere i dati delle recenti ricerche condotte da importanti Istituti Americani le quali hanno scientificamente provato (2006) che le morti per tumori e leucemie e altre patologie legate alle emissioni di una centrale a carbone della taglia di TVN sono state calcolate in circa quattromila decessi per il periodo di normale funzionamento di una centrale a carbone situata in una zona non densamente abitata.