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- Se acquistate una persiana, assicuratevi che questa rechi la marcatura CE, ovvero il logo che ne attesta la conformità ai requisiti di sicurezza previsti dalle direttive europee.
Parliamo di infissi, ma l’obbligo riguarda già anche altri prodotti: una gamma che si amplierà nel giro di pochi anni.
Per poter apporre la marcatura, i fabbricanti interessati sono tenuti ad adottare procedure rigorose, che garantiscano la rispondenza di ciò che si immette nel mercato alle caratteristiche indicate nelle direttive. Si impone dunque, per una miriade di realtà, l’esigenza di adeguarsi a questa novità.
Nella Tuscia, in questo impegno le imprese non sono sole. Perché la Camera di Commercio di Viterbo ha deciso di sostenere il percorso innovativo innescato dalle direttive che introducono il marchio CE, vero e proprio passaporto per la circolazione, in Europa, di molti prodotti. Prevedendo contributi a fondo perduto a favore delle aziende che abbiano predisposto il piano di controllo della produzione di fabbrica, in attuazione delle regole per la marcatura.
Soddisfazione viene espressa dalla Cna, che aveva sollecitato il provvedimento, deliberato nell’ultima seduta del consiglio camerale, su proposta del presidente Ferindo Palombella, in occasione del varo del nuovo regolamento per l’erogazione di contributi a fondo perduto a favore delle aziende che abbiano acquisito le certificazioni di qualità, di gestione ambientale e di responsabilità sociale, nonché l’attestazione Soa.
“Il tessuto delle piccole e piccolissime imprese si sta evolvendo ed è proiettato sempre di più verso l’innovazione di processo e di prodotto.
Dobbiamo riconoscere che l’Ente camerale ha lavorato intensamente, negli ultimi anni, per promuovere la cultura d’impresa, anche partecipando a questo impegno e facilitando l’attuazione di normative volte alla qualificazione delle risorse umane, al miglioramento della qualità e della sicurezza dei prodotti, a un rapporto di assoluta trasparenza e correttezza tra impresa e consumatore”, osserva Adalberto Meschini, segretario della Cna e membro della giunta camerale in rappresentanza del comparto dell’artigianato.
Il pacchetto delle agevolazioni messe a disposizione dalla Camera di Commercio è quindi più ricco.
Per la certificazione dei sistemi di gestione per la qualità e dei sistemi di gestione ambientale in base alle norme Uni En Iso 9001:2000 (Vision 2000) e Uni En Iso 14001:2004, per la registrazione Emas 2 e la certificazione di responsabilità sociale in base alla norma Sai Sa 8000:2001, è stato confermato un contributo a fondo perduto, pari al 50 per cento delle spese sostenute, che spazia da un minimo di 2.500,00 a un massimo di 5.000,00 euro ed è concesso esclusivamente per la prima certificazione/registrazione.
Viene erogato sempre fino alla metà delle spese effettuate, ma non può superare i 2.000,00 euro, il contributo nel caso dell’attestazione Soa, certificazione indispensabile per le imprese di costruzione che partecipano a gare d’appalto indette da Enti pubblici per importi superiori a 150.000,00 euro.
E a sostegno della predisposizione del piano di controllo della produzione di fabbrica (FPC), propedeutico all’applicazione della marcatura CE ai prodotti aziendali, il contributo a fondo perduto raggiunge il 50 per cento delle spese e parte da 400,00 euro sino a un tetto di 800,00 euro.
“E’ una scommessa, sicuramente vincente, sulla qualità per lo sviluppo competitivo delle nostre imprese”, dice Meschini.
Si ricorda che la l’Area Sviluppo Imprese della Cna ha attivato uno sportello per le informazioni e la consulenza alle imprese tenute alla marcatura.
Per saperne di più su questo servizio e sull’accesso ai diversi tipi di contributo, ci si può rivolgere alla sede di Viterbo, in Via I Maggio 3. Telefono 0761.2291.