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La sede dell'Autorità portuale
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Riceviamo e pubblichiamo
- Non sapevo che nella Regione Lazio vi fossero alcuni particolarmente preoccupati, addirittura ansiosi, di trovare una collocazione, un posto, un lavoro per il mio futuro.
Ma che bravi!
In particolare l’assessore Nieri di Rifondazione Comunista da una parte e Di Carlo della Margherita dall’altra, sembrano gareggiare tra di loro per “piazzare” il sottoscritto in qualsiasi modo.
La verità è che io non debbo nulla a nessuno di loro, essendo chiaro che la mia posizione politica è ben definita all’interno del mio partito ed è autorevolmente seguita al più alto livello, sia nella Segreteria Regionale sia nella Segreteria Nazionale.
Tanto basta.
Ma, in questa sede comunque, chiarisco loro che non sono stato io personalmente a richiedere la presidenza dell’Autorità Portuale, ma la proposta è nata da autorevoli ministri di questo Governo e dal territorio, dove da decenni svolgo attività politica con qualche successo;
in quanto alle competenze, mi ha fatto piacere sentire il ministro Bianchi riferire che l’ex Commissario straordinario è stato rimosso proprio per aver messo in discussione le mie qualità professionali e sollevato perplessità sulle mie specifiche competenze in quel ruolo, come del resto citato espressamente dallo stesso ministro nella lettera che lo ha sollevato dall’incarico
Mi rendo invece conto come per Di Carlo sia piuttosto difficile riconoscere che “l’appetito” del suo partito per la presidenza dell’Autorità Portuale è molto legato allo sviluppo di vicende interne, sia alla sezione di Civitavecchia sia all’imminente congresso regionale della Margherita, e che proprio l’Autorità portuale di Civitavecchia viene quindi usata strumentalmente per la organizzazione la ridistribuzione dei poteri al proprio interno.
Così stanno le cose.
Invito comunque entrambi a declinare questo loro “specioso” impegno nei miei confronti.
Da parte mia sono infatti tranquillo di avere soprattutto nel mio partito - e nella mia storia personale - il vero sostegno e le vere ragioni della mia futura e nuova utilizzazione.
Pietro Tidei