Riceviamo e pubblichiamo
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Gino Saladini
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- Passione, entusiamo, condivisione di un programma e di un progetto.
Questi sono gli ingredienti che mi avrebbero potuto spingere a sostenere attivamente un candidato sindaco, specialmente dopo la mia tormentata e recente esperienza, che ha concretizzato in me una cocente delusione.
Ma il metodo (simile a quello errato che portò alla mia candidatura) con cui i partiti sono giunti alla designazione del candidato dell’Unione alle prossime elezioni comunali ha, di fatto, impedito che si attivasse in me questo meccanismo.
Così sono disamorato e non mi sento partecipe di nulla. In tal senso sono molto preoccupato per le sorti del centrosinistra, visto che i gentili signori che hanno preso decisioni nel chiuso di stanze esclusive, tale sentimento sono riusciti a farlo nascere in moltissimi cittadini civitavecchiesi.
Quindi, comunico ufficialmente che non intendo partecipare in nessuna veste attiva alla prossima campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Civitavecchia; in particolare, per usare un’immagine magari un po’ forte ma in cui mi riconosco, non porterò candele accese dietro un santino che altri hanno scelto, senza minimamente permettere al movimento “Il futuro è di chi cambia” ( movimento che nell’ultima tornata elettorale cittadina come “Lista Saladini” ha raccolto una percentuale altissima di voti) e al sindaco di centro-sinistra uscente di partecipare alla discussione politica che ha portato all’attuale stato delle cose.
Ma i partiti di quello che continuo a definire il tavolo a tre zampe, non solo hanno snobbato “Il futuro è di chi cambia”, ma non hanno nemmeno voluto che ci fossero le elezioni primarie, l’unica strada democratica per trovare una vera unità e per riaccendere quella passione e quell’entusiasmo di cui parlavo all’inizio e che sono latitanti in un popolo di centro-sinistra stanco e confuso (in città moltissime persone stanno dicendo che non hanno intenzione di andare a votare, visto quanto è avvenuto in questi ultimi mesi).
Tra l’altro, personalmente sto vivendo una fastidiosissima situazione in cui esponenti politici di vari partiti, che hanno evitato persino di chiamarmi al telefono in questi due mesi che hanno trascorso nel chiuso delle stanze dell’unione, ora mi cercano insistentemente promettendomi incarichi futuri e richiedendo il mio appoggio e possibili voti di giro per questo o quel candidato.
Ritengo, quindi, per rispetto di me stesso ( non sono più disposto a sopportare atteggiamenti ipocriti, insulti e addirittura pugni alla nuca) di dover necessariamente prendere le distanze da un qualcosa in cui non mi riconosco e che non considero consono alla mia visione della vita e della politica.
Per questo, invece di dare vita a una mia candidatura a sindaco che da più parti mi hanno chiesto e che avrebbe provocato una scissione del centro-sinistra con la creazione di un terzo polo di considerevoli dimensioni elettorali, con grande senso di responsabilità, preferisco mettermi di lato.
I componenti del movimento “Il futuro è di chi cambia” sono quindi liberi di seguire la loro coscienza e il loro senso di responsabilità, tenendo bene a mente quello che è accaduto prima, durante e dopo la mia amministrazione e soppesando in maniera critica tutti gli avvenimenti politici che prima hanno determinato la caduta della giunta Saladini ( oltre la superficiale lettura del tradimento, che è soltanto la punta di un iceberg che nasconde ben altre manovre) e, subito dopo, hanno condotto alle due candidature (sia quella di Nicola Porro che quella di Gianni Moscherini) attualmente al vaglio dei cittadini.
Per concludere, voglio usare un “arrivederci ragazzi”, parafrasando il titolo di un bel film di Louis Malle, consapevole che, in ogni caso, tornerò a parlare e a occuparmi di politica attiva molto presto, magari una volta che saranno trascorsi questi due mesi che, spero, per i motivi illustrati, non faranno da preludio a una delle sconfitte del centro-sinisttra più sonore che la storia di questa citta abbia mai visto.
Gino Saladini