Riceviamo e pubblichiamo
- Che fine ha fatto don Alceste?
Di don Alceste Grandori si sente parlare ormai assai poco, se non che quel nome "Grandori" ricorda un bar attualmente molto in voga.
Eppure si tratta della stessa persona, lo stesso "Grandori".
Ma la presente non è per parlare di don Alceste Grandori, c'è sicuramente chi ne potrà parlare molto meglio di me.
Scrivo per sollecitare una discussione in merito al complesso del San Leonardo, che di don Alceste fu il "quartier generale", non per polemica, ma per sensibilizzare l'attenzione di chi legge questo giornale, e magari delle istituzioni.
Molto spesso mi chiedo perché il complesso di San Leonardo sia lasciato allo stato di rudere.
Oggi, passando a piedi da quelle parti, mi sono soffermato nuovamente a guardare il complesso.
Dalla fattura e dalle tracce sulle facciate, comprese le bifore murate, si apprezza la preziosità degli edifici, quasi un fortilizio a ridosso delle mura.
Lo trovo bellissimo, affascinante. E mi chiedo nuovamente perché venga lasciato in questo stato, e di chi sia la proprietà, perché non si faccia nulla per recuperarlo (nel pieno rispetto delle su forme architettoniche ovviamente).
Spero vivamente di aver stuzzicato l'attenzione dei lettori, e di aver aperto un dibattito costruttivo che porti al recupero di questo prezioso complesso, anche per rispetto dell'opera di don Alceste.
Stefano Spolverini