- Più che la sala del consiglio, il perimetro d’un ring, più che una conferenza stampa, un incontro di box. Da una parte Mauro Rotelli, dall’altra Il Messaggero.
Senza esclusione di colpi, il caporedattore Arnaldo Sassi ha incalzato l’assessore ai Servizi Sociali su mensa e dintorni, con Rotelli che ha risposto, a volte schivato, agli attacchi.
Arrivando anche a fare il mea culpa, su come il servizio sia stato appaltato. Un appalto da più di tre milioni di euro, approvato senza passare dal consiglio comunale.
“E’ il solo rimorso che ho ammette Rotelli ci fu in parere tecnico da parte del dirigente del mio settore e del segretario. Seppure è tutto giuridicamente a posto, per opportunità politica, il passaggio in consiglio avrebbe dovuto esserci.
Ma è stato l’unico caso in sette anni in cui l’assemblea comunale non stata investita”.
Una presa in carico di responsabilità, che l’assessore fa in solitudine. Su quegli stessi banchi, dove in occasioni di conferenze stampa per presentare eventi più o meno importanti, siedono assessori, sindaco, consiglieri, oggi non c’è nessuno.
E nessuno nella maggioranza finora ha speso una parola a favore di Rotelli, semmai contro. A lui soltanto, l’onere e l’onore della difesa. Anche di fronte a un gruppetto di mamme stufe nel vedere servire ai propri figli, sempre riso e frittata.
“In tre mesi dice una di loro solo una volta è stata servita carne bovina, ma nel menù era prevista”.
Più controlli, è la risposta dell’assessore. “Di tante situazioni spiega io non ne ero a conoscenza ufficialmente. C’è una commissione, ci sono i rappresentanti per ogni plesso scolastico, abbiamo assunto fino a giugno due professioniste, per verificare con attenzione. Se il menù non è garantito, è motivo di rescissione del contratto”.
Ma a Rotelli, sono serviti piatti più bollenti. Come l’odore di camorra che circonda la prima azienda, che ha gestito l’appalto. “La società Dante Passarelli e figli ricorda Sassi da settembre 1995 gestisce il servizio mense a Viterbo. Dante Passarelli è stato arrestato nel dicembre ‘95 per camorra. Gli sono sequestrati i beni. Lui muore nel 2004 gettandosi dal balcone e non arriva alla condanna. I beni tornano alla famiglia”.
Quindi entra in campo la Euroservice. “Costituita nel 1998 continua Sassi per un bel po’ non fa niente. Fino al 2003, quando prende un appalto a Caserta, quindi quello di Viterbo. In tutti questi anni, c’è un elemento di continuità. Anna Telesco, prima procuratrice e poi amministratore”.
La domanda è, se il Comune sapeva e perché non ha ritenuto opportuno fare chiarezza. “E’ l’aspetto più antipatico di tutta la faccenda osserva Rotelli ogni ditta che partecipa a gare presenta documenti che fanno fede e garantiscono”.
Sull’affidabilità economica dell’Euroservice ci sono dubbi.
“Gli è stato revocato l’appalto nelle carceri del Lazio perché non pagava i dipendenti continua Sassi e in base a due visure fatte, risultano 300mila euro di cambiali e assegni protestati all’azienda e 273mila euro a carico della Telesco. Ci sono quasi centomila euro di debiti, verso fornitori di Viterbo e 40mila verso la ditta che ha realizzato l’impianto di cottura.
Se un’azienda non paga i suoi fornitori, si deve rivolgere ad altri, ma alla fine il cerchio si chiude e la qualità ne risente”.
E’ crisi?
“Certe cifre replica Rotelli possono sembrare elevate, ma vanno messe in relazione con il fatturato. C’è sempre stato detto che è un indebitamento cui possono fare fronte. Se poi garantiscono il servizio, al Comune certi aspetti non interessano”.
Ma la gara d’appalto, resta la nota dolente. Cucita su misura, l’accusa lanciata fin dall’inizio. Non solo. A luglio 2005 il bando, ma già a gennaio la Telesco si attrezzava per realizzare il centro cottura, requisito che si rivelerà essenziale per partecipare alla gara.
“Viene da citare Andreotti osserva Sassi a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.
“Se la Telesco replica Rotelli decide di dotarsi di un centro cottura, è un’iniziativa d’un imprenditore, che avrà avuto i suoi motivi per farlo. Sul bando, vorrei dire che se qualcuno si sentiva penalizzato, poteva ricorrere al Tar.
Invece è stato presentato solo un esposto dalla Lega Cooperative insieme ai consiglieri di minoranza. Fatto piuttosto strano”.
Le domande si sommano alle domande, come quella sul perché dalla Euroservice si sia passati alla Euroservice Catering, attraverso la cessione d’un ramo d’azienda.
“Perché in questo modo continua Rotelli c’è stato detto che si metteva al sicuro l’attività svolta a Viterbo, da problemi sorti altrove”.
Ma non tutto torna, qualche casella non è ancora al suo posto, qualche data non molto chiara.
Oggi in consiglio comunale, question time sull’argomento. Altre domande, altre risposte. Rotelli ormai ci si è abituato.
Ma se dovesse stancarsi, qualcuno lo sosterrà?