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Civitavecchia
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- Associazione per delinquere finalizzata al sequestro di minorenni, riduzione in schiavitù, estorsioni e rapine, contornati da una miriade di reati che chiameremo “minori” come aggressioni e le minacce.
Queste le accuse formulate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma a carico di S.R. 29enne d’origine romena, catturato la scorsa notte dai carabinieri della stazione di Civitavecchia nel centro cittadino.
S.R., pericoloso esponente di un’organizzazione ramificata tra la Romania e la capitale, nel 2005 era stato indagato dalla magistratura capitolina per i gravissimi delitti di cui abbiamo parlato.
Era specializzato nello sfruttamento delle prostitute che, reclutate in Romania, sono poi portate in strada in Italia.
Picchiate, minacciate e talvolta stuprate per convincerle a pagare. Ma una di queste, dopo anni di vessazioni aveva raccontato tutto alla Procura di Piazzale Clodio.
Da lì le indagini, divisesi, ad un cento punto tra l’Italia, l’Austria e la Romania. Tutto questo sino al 30 maggio 2005, quando SR e quaranta altri colleghi venivano arrestati su richiesta della DDA.
Dopo alcuni giorni, un ordinanza del tribunale della libertà gli permetteva di uscire da Regina Coeli perché un atto dell’inchiesta che lo riguardava non era stato tradotto nella sua lingua.
Da quel momento, aveva fatto perdere le sue tracce sino a questa notte, quando i militari lo hanno pizzicato mentre stava entrando in un portone del centro.
Ha cercato di salvarsi mostrando documenti falsi, ma la prova delle impronte digitali lo ha incastrato.
Vistosi scoperto, l’uomo si è f atto ammanettare senza opporre resistenza. La sua latitanza, è finita a Borgata Aurelia nel carcere circondariale.
Ora sarà processato, rischia fino a 15 anni di carcere.