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Senza filtro - Le associazioni ambientaliste (Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Movimento Ecologista e Comitato per la bellezza), nel ringraziare il ministro all’Ambiente Pecoraro Scanio per la sua disponibilità all’incontro odierno, che auspicano sia assunta da tutti gli altri interlocutori istituzionali, chiedono di uscire dalle procedure ingannevoli della “Legge Obiettivo” rilanciando il progetto definitivo Anas di potenziamento a quattro corsie della SS1 (Aurelia) fra Grosseto e Civitavecchia e contestano la credibilità del cosiddetto Piano Finanziario della Sat.
Nell’incontro con il ministro ricordano i motivi essenziali a sostegno di una rapida scelta che ribadisca quella già effettuata con l’accordo del dicembre 2000 (tra le regioni interessate, il ministero dei lavori pubblici e l’Anas) sul progetto definitivo Anas di adeguamento in sede della SS1 Aurelia a tipologia autostradale da Rosignano a Civitavecchia, (196 Km a 4 corsie + corsie di emergenza, di cui 15 di variante, per un costo di circa 870 milioni di euro, a valori del 2000), che era stata sancita nel Piano Generale dei Trasporti approvato dal Governo Amato nel marzo 2001.
Tale scelta è coerente inoltre con le prescrizioni più volte ribadite dall’Unione Europea, contraria alla realizzazione di “nuovi assi autostradali di lunga percorrenza, laddove per tali finalità va privilegiata la ferrovia e il cabotaggio costiero”.
Le associazioni ambientaliste, richiamata l’attenzione del ministro sullo scempio ambientale, che si avrebbe in conseguenza dell’affiancamento dell’autostrada alla strada statale esistente, sottolineano anche i pesanti impatti economici e territoriali che l’autostrada avrebbe sulle fiorenti attività agricole e agrituristiche situate nelle valli dell’Osa-Albegna, del Fiora e nelle valli laterali, interferisce con 2 importanti aree archeologiche di Tarquinia e Vulci, con l’area termale (e archeologica) dell’Osa, con 9 parchi ed aree protette (il tracciato costiero coinvolge anche il Parco Regionale della Maremma) e 12 siti di interesse comunitario o zone di protezione speciale (tra cui Monti dell’Uccellina, Selva del Lamone-Monti di Castro, Lago di Burano, Feniglia, Saline di Tarquinia).
Ma soprattutto, in occasione dell’incontro odierno, le associazioni ambientaliste esprimono al ministro la loro denuncia per l’inconsistenza del cosiddetto Piano Finanziario recentemente presentato da Sat), con il quale la Società, affermando di assumere a suo totale carico il finanziamento dell’opera, effettua in realtà una grottesca esposizione dei fatti allo scopo di superare i rilevanti e noti problemi finanziari da sempre contestati dalle associazioni ambientaliste e dagli esperti del settore.
Infatti, nel Piano Finanziario SAT il pareggio sarebbe ottenuto (per un intervento che costa nel suo complesso 3 miliardi e 300 milioni di euro): 1) con l’imposizione di tariffe doppie rispetto alla media nazionale; 2) con la previsione di un aumento annuale, per dieci anni, di dette tariffe pari al 3%; 3) con una durata abnorme della concessione, pari a 40 anni; 4) con la trasformazione dell’Aurelia a Sud di Grosseto a “strada parco” (con ampiezza della carreggiata dimezzata rispetto alla attuale), allo scopo di eliminarne la concorrenza; 5) infine, resta non chiarito a quali condizioni avverrebbe la concessione alla SAT del tratto della variante Aurelia a Nord di Grosseto.
A queste condizioni appare difficile che si trovi un finanziatore privato anche alla luce dalla recente normativa e della convenzione unica sulle concessioni autostradali. Sconcertante appare quindi la richiesta di Sat), secondo la quale tale normativa non sarebbe applicabile a causa delle passività pregresse che la concessionaria vanterebbe per la realizzazione del tratto settentrionale del Corridoio tirrenico, a fronte dell’elargizione di circa 200 miliardi di lire a chiusura di ogni onere residuo a carico dello Stato, patrocinata dall’allora sottosegretario ai lavori pubblici Antonio Bargone (oggi presidente di Sat) nella Legge Finanziaria del 1998.
Wwf