Riceviamo e pubblichiamo
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- Anche noi abbiamo lottato contro la costruzione dell’impianto a Biomasse a Tuscania, perché pretendeva di esaurire da solo l’intera quota di emissioni prevista dal piano dell’energia della provincia di Viterbo.
Perché proponeva la riconversione a pioppi transgenici delle colture del nord del Viterbese arrivando forse fino al sud del Grossetano, un'idea da far arrossire di invidia un dittatore africano ubriaco.
Ci siamo opposti perché questa centrale avrebbe impedito danneggiato un territorio che faticosamente sta investendo in agricoltura e turismo di qualità.
Non sarebbe stato possibile neanche praticare colture ad uso alimentare in tutta l’area circostante l’impianto.
Le emissioni di fumi e polveri avrebbero investito una fascia di territorio che respira già gran parte delle emissioni delle centrali sulla litoranea, a causa di correnti fisse che puntano proprio su Tuscania e Canino.
L’assalto al nostro territorio era supportato da una massiccia campagna di disinformazione. E’ il caso di dire che si buttava “fumo negli occhi” della gente attraverso volantini, pubblicità sui giornali, assemblee, promesse di centinaia di posti di lavoro, ammiccamenti di politici compiacenti.
A questo ci siamo opposti, nelle sedi opportune e ne siamo fieri.
Non sorprende che l’assalto al territorio si sia spostato sul piano personale di un attacco squallido e assurdo contro chi ha guidato l’opposizione alla centrale… vista la gente contro cui ci siamo messi questo non ci sorprende e forse ci aspettavamo anche di peggio (siamo ancora in tempo?).
Comprendiamo la rabbia, ma siamo tuttavia sorpresi ed indignati: perché non abbiamo ricevuto anche noi un avviso di garanzia?
Siamo “colpevoli” tanto quanto Battisti, Ciccioli e Daga se non di più.
Abbiamo svolantinato, parlato in assemblee, improvvisato comizi, prodotto mozioni ed ordini del giorno, siamo intervenuti sui giornali per informare la gente, che per altro ha capito benissimo e apprezzato (visto il risultato delle elezioni a Tuscania).
Noi non solo siamo “colpevoli” di amare la nostra terra e chi vi abita, ma non temiamo alcun tipo di intimidazione. Se chi abbiamo di fronte ha scelto di fare questi “lavoretti” li faccia bene e si sbrighi, pretendiamo subito un avviso di garanzia anche noi.
I consiglieri provinciali
Massimo Miccini
Riccardo Fortuna
Documento sottoscritto dalla segreteria provinciale di Rifondazione Comunista/Sinistra Europea e da tutti i segretari di circolo della Tuscia.