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Riceviamo e pubblichiamo
- Sabato 24 e domenica 25 marzo la LAV sarà in Corso Italia a Viterbo, vicino alla chiesa del Suffragio, per raccogliere firme e sostegno per le proposte a favore dell’uso e lo sviluppo di metodi sostitutivi alla sperimentazione sugli animali.
Per testare ognuna delle sostanze chimiche contenute in farmaci, cosmetici, conservanti alimentari, coloranti, adesivi, disinfettanti, pesticidi, materie plastiche, ecc. si ricorre all’uso di oltre 2000 animali.
Poniamoci alcune domande: se non si sperimentasse su animali si dovrebbe allora sperimentare immediatamente sull’uomo? Come può una coltura di cellule simulare la complessità di un intero organismo? I metodi sostitutivi funzionano davvero? Eppure già i dati parlano chiaro: sul totale delle ricerche condotte in Italia a scopo biomedico nel 30% dei casi vengono utilizzati animali, mentre per la restante parte si ricorre ad altri metodi: osservazione dei malati, studi epidemiologici, modelli matematici, ricerca su cellule e tessuti coltivati in vitro.
Anche nella ricerca in ambito faunistico è possibile ricorrere a metodi incruenti di studio, piuttosto che alla cattura e alla marcatura invasive (taglio di falangi, coda, padiglioni auricolari, ecc.), che provocano mutilazioni, stress o addirittura la morte degli esemplari utilizzati.
L’Unione Europea, su pressioni decennali delle associazioni animaliste e di ricercatori e medici contrari al modello animale, ha avviato alcuni piccoli ma importanti progetti finalizzati a trovare metodi alternativi all’uso degli animali nei test di tossicità acuta.
Il settimo programma quadro europeo, che stabilisce quali e di quale entità siano i finanziamenti per la ricerca scientifica e tecnologica per il periodo 2007-2013, ha inserito specifiche voci sul finanziamento di metodi alternativi all’utilizzo di animali.
Dopo 20 anni sta per essere modificata la direttiva UE 86/609 che disciplina la ricerca su animali: un'occasione unica per fare concreti passi in avanti verso una ricerca efficace e senza animali. Ogni anno, solo in Italia, quasi 1 milione di animali sono sottoposti a esperimenti crudeli, che non garantiscono dati utili alla salute umana né alla salubrità ambientale.
Le alternative già esistono e in molti casi hanno completamente sostituito l'utilizzo degli animali. Se fossero accolte le proposte sostenute non solo dal mondo animalista ma anche dalle associazioni dei consumatori e da buona parte del mondo scientifico, ogni anno avremmo salvato 43.000 animali in Italia e 300.000 in tutta l'Unione Europea.
Questo fine settimana, dunque, sarà possibile sostenere la ricerca cruelty-free.
Ai tavoli gli interessati troveranno materiale di approfondimento e divulgativo e potranno ricevere, a fronte di una offerta, un uovo pasquale di cioccolato del mercato equo e solidale.
Contatti e informazioni: Christiana Soccini 3491048578.