 |
|
Il sequestro della cava
Copyright Tusciaweb
|
Riceviamo e pubblichiamo
- Mazzoli non sa niente ma, a Bagnoregio, qualcuno fa lo sciacallo.
Mazzoli non conosce leggi, dispositivi, decreti e nemmeno i suoi regolamenti provinciali, questo ormai da tempo lo abbiamo verificato ed è, anche per questo, che sta mandando a rotoli l'amministrazione che guida.
È vero che l'organo tecnico responsabile del Comune di Bagnoregio ha inserito nella convenzione con la Soc. Montecave (peraltro approvata in Consiglio con l'astensione della minoranza Ds) anche l'art. 21, ma questo era solo una tutela in più, per il controllo del territorio, in mano al Comune.
È stato il Comune e non la Provincia, il 22 settembre 05 con Doc. Prot. 6363/05, a disporre il divieto di prosecuzione attività estrattiva; precisamente, il tecnico comunale, competente in materia, ha trasmesso alla Soc. Montecave, alla Provincia di Viterbo sett. Ambiente, al Corpo Forestale dello Stato, ai Carabinieri, alla ASL VT1, all'Ispettorato del Lavoro, alla Regione Lazio sett. Attività Produttive, il provvedimento di sospensione di ogni attività di ripristino ambientale della zone Cunicchio emesso il 19/09/2005 da lui stesso.
Questo dimostra che Mazzoli non conosce le carte che dovrebbe invece conoscere, non sa nemmeno che il concessionario si è opposto al provvedimento del Comune facendo ricorso al TAR e poi al Consiglio di Stato, perdendo in entrambi i gradi di giudizio.
Ma la cosa veramente grave è che, un presidente della Provincia, non può non conoscere le leggi.
Non conosce ad esempio il decreto legge 22/97, meglio conosciuto come decreto Ronchi che agli articoli 31 e 33 recita, in maniera incontrovertibile ed insindacabile che il controllo e la vigilanza sulle discariche compete esclusivamente alle Provincie.
Ma Mazzoli non conosce nemmeno il D.L. 152 del 2006, non conosce il regolamento provinciale sulle discariche e l'allegato A, non conosce, molto spesso, gli argomenti di cui parla.
Senza considerare il fatto, ancora più grave, che anche questa volta ha disatteso un impegno formale del Consiglio Provinciale e non ha provveduto ad erogare il finanziamento straordinario per il controllo.
Ma mentre il presidente ormai ci ha abituati a questo, ciò che mi sembra più grave è il gesto di strumentale sciacallaggio commesso da chi ha scritto, in maniera anonima sui giornali, nascondendosi dietro la sigla: "centrosinistra di Bagnoregio", vergognandosi di mettere la firma ed concertando complotti tendenziosi e socialmente pericolosi.
Grave l'affermazione fatta: "...siamo ormai noti per essere associati al traffico illecito di rifiuti pericolosi provenienti da fanghi industriali, terre contaminate da inquinanti cancerogeni".
Frasi gravissime ed irresponsabili in considerazione del fatto che la Procura della Repubblica non ha mai reso noti (non so nemmeno se siano mai stati fatti) risultati di analisi o campionamenti nella cava di Bagnoregio.
Ora il Comune pretenderà di sapere da chi ha avuto, l'anonimo scribacchino, queste informazioni segrete, e soprattutto sapere se sono vere.
In caso contrario, se cioè tutto ciò non potrà essere dimostrato, non saranno più sufficienti le pubbliche scuse.
Francesco Bigiotti