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Il sequestro della cava
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Riceviamo e pubblichiamo
- E’ veramente singolare come il vicesindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti, in merito alle vicende legate al traffico illegale di rifiuti con terminale nella cava in località Cunicchio a Bagnoregio, riesca a capovolgere la verità facendo ricadere la responsabilità dei fatti sull’attuale amministrazione provinciale.
Il vicesindaco, nonché consigliere di minoranza della provincia, dimentica che la sua amministrazione comunale ha stipulato una convenzione con la soc. Montecave attraverso una delibera di consiglio comunale, peraltro da lui approvata, che consentiva la riapertura della suddetta cava, con in più l’aggravio di 10 milioni all’anno da versare alla società per lo stoccaggio e lo smaltimento del materiale ferroso e inerte.
Bigiotti dimentica che la convenzione all’art. 21 recita: “Il comune di Bagnoregio o persone da esso autorizzate si riserva di eseguire sopralluoghi e controlli in ogni momento al fine di verificare il rispetto della convenzione, ivi compresi i campionamenti consistenti in rimozioni di materiali di riempimento della buca di cava a qualsiasi profondità e superficie al fine di verificare che i materiali depositati corrispondano a quelli di cui alla presente convenzione. Tali campionamenti saranno eseguiti dalla Soc. Montecave su semplice richiesta del Comune a cura e spese delle Società stessa…”
L’amministratore del Comune di Bagnoregio dimentica che diversi abitanti di Bagnoregio, residenti in zone limitrofe al sito sequestrato, avevano espresso forti preoccupazioni in merito a degli scarichi effettuati in piena notte e che rilasciavano nell’aria un pessimo odore.
L’assessore comunale dimentica che il sindaco della sua amministrazione ha tappezzato il paese di manifesti e volantini che diffidavano chiunque avesse divulgato notizie false sulla trasparenza e sull’utilità della convezione che legava il comune alla società Motecave.
Una sola domanda poniamo al vicesindaco: come ha potuto immaginare di fare delle domande al presidente Mazzoli dimenticandosi completamente di farle al proprio sindaco e probabilmente anche a se stesso essendo amministratore del Comune di Bagnoregio dal 1999?
Non vorremmo che certi articoli fossero frutto di suggerimenti interessati a distogliere l’attenzione sulle gravissime responsabilità politiche e morali, che l’attuale amministrazione ha nella gestione a dir poco superficiale di un problema che ha portato Bagnoregio, come lo stesso Bigiotti dice, alla ribalta delle cronache regionali e nazionali.
Avremmo preferito far conoscere Bagnoregio per le sue doti turistiche e produttive, invece siamo ormai noti per essere associati al traffico illecito di rifiuti pericolosi provenienti da fanghi industriali, terre e rocce contaminate da inquinanti cancerogeni.
Questo è un danno irreparabile che ogni amministratore serio e responsabile dovrebbe prendere in considerazione compiendo conseguentemente l’atto di rassegnare le proprie dimissioni per manifesta incapacità nel perseguire l’interesse del Paese.
Il Centrosinistra di Bagnoregio.