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Senza filtro
- L’associazione ambientalista Fare Verde, esprime tutta la sua soddisfazione nel leggere i comunicati pubblicati nei giorni scorsi , sui quotidiani locali dai vari cittadini privati, che plaudono all’iniziativa della nostra amministrazione di chiudere il centro storico di Viterbo.
"Finalmente - afferma l’associazione Fare Verde - anche i cittadini si rendono conto che amministrare una città spesso comporta scelte coraggiose come quella di chiudere il centro storico che seppur in quasto caso avrà tutto il tempo necessario per essere compresa ed apprezzata, a noi ci appare sicuramente idonee a trasformare la vecchia città di Viterbo in un’area caratterizzata da una elevata qualità della vita urbana.
"Un centro storico lo si chiude - afferma Luigi Todaro responsabile di Fare Verde - perché non è nato per sopportare il peso del traffico urbano e perché è dimostrato che l'inquinamento che vi si produce si moltiplica rispetto all'esterno.
Secondo noi, un centro storico ad alta qualità della vita attirerebbe sicuramente residenti di reddito medio alto e investimenti privati che ci restituirebbero comunque un patrimonio momumentale che è stato troppo a lungo trascurato e creerebbero ricadute occupazionali vere.
Conseguentemente, anche il valore delle location commerciali attualmente presenti nel centro storico subirebbero un innalzamento di valore che consentirebbe, a chi volesse, di cimentarsi con la nuova tipologia di residenti o di frequentatori e viaggiatori, di affrontare nuove opportunità di business mentre, mentre per chi non le volesse sfruttare, di monetizzare il valore di immobili od avviamenti commerciali, da reinvestire eventualmente altrove.
Si potrebbe pensare a varie forme di incentivazione all’uso del mezzo pubblico/ bus navetta riconoscendo sconti, (grazie ad accordi tra amministrazione locale ed esercenti).
Ad esempio riconoscere al cittadino che dimostra di avere utilizzato il mezzo pubblico con il biglietto timbrato lo stesso giorno, uno sconto percentuale sulla merce acquistata in diversi negozi del centro. Sconti sui tributi comunali per gli esercizi commerciali che aderiscono all’iniziativa.
Potremmo inoltre, cogliere l’occasione, con la chiusura del centro storico, per avallare tutte quelle insieme di cose che vediamo sempre di più nelle città piu’ Chic d’Italia e mi riferisco: (Reti informatiche cablate e wireless) per la fornitura di servizi al cittadino con vantaggi per la mobilità urbana (con conseguenti opportunità occupazionali per imprese che gestiscono il servizio).
Dare la possibilità ai cittadini di ottenere le certificazioni comunali (anagrafiche, commerciali, urbanistiche, pass per la mobilità, pagamento tributi e multe, ecc.) direttamente da un pc a casa (con la stampante) pagando online con bancomat o carta di credito pre-pagata. Ciò evita l’uso del veicolo privato per raggiungere vari uffici erogatori di servizi.
E quanti soldi si risparmierebbero lasciando l’auto a casa (benzina, assicurazione, manutenzione, multe)".
"Certo - continua Todaro - sarebbe una rivoluzione , che farebbe divenire Viterbo all’avanguardia rispetto persino ad Helsinki.
Ci piacerebbe che anche le altre associazioni ambientaliste, presenti sul territorio di Viterbo esprimessero la loro opinione sul provvedimento della chiusura del centro storico.
Soprattutto quelle associazioni che inseriscono sempre più giù la città di Viterbo nella classifica che pubblicano ogni anno attraveso il sole 24 ore a dispetto di altre città come Firenze, Siena, e la mitica Terni che seppur soffocate dalle industrie appaiono più pulite, più belle, più a misura d'uomo per il solo fatto , magari di avere il centro storico chiuso.
Chissà se con questo provvedimento la città di Viterbo il prossimo anno scalerà qualche posizione".
Fare Verde