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Marco Prestininzi
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Riceviamo e pubblichiamo
- La giunta comunale di Viterbo, guidata dal sindaco Gabbianelli, ha istituito, nel mese di marzo 2007, una zona a traffico limitato comprendente via S. Lorenzo e via Cardinal Pietro La Fontane, nei dintorni del lussuoso Palazzo Zelli Pazzaglia, recentemente restaurato, e dell’annesso parcheggio sotterraneo multi piano edificato a ridosso dell’entrata di una pizzeria, nell’angusta via Romanelli.
L’estemporanea istituzione della ZTL è stata peraltro momentaneamente ritirata in seguito all’energica protesta degli operatori commerciali di quel luogo.
Dopo quasi 15 anni, in cui le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno orientato lo sviluppo della città in funzione di enormi interessi collocati fuori dalle mura, si intraprende una azione frammentaria, volta a limitare il traffico veicolare solo in alcune vie del centro storico consentendo, o addirittura aumentando, la circolazione delle auto nel resto della città medievale.
In questo modo, nel breve periodo, non si argina lo spopolamento di settori del centro stesso, si mettono in ginocchio i commercianti che vi operano e, aldilà di ogni eventuale nobile intento, si contribuisce alla svalutazione dei locali che possono così essere ricomprati a poco dai grandi immobiliaristi, ristrutturati e rivenduti a cifre da capogiro.
E’ questa la via maestra per relegare i ceti popolari nei proliferanti quartieri dormitorio periferici e per creare un mercato di nicchia, una zona residenziale per i più abbienti, nel cuore del capoluogo della Tuscia.
Eppure, nonostante l’apparente assenza di una elaborazione progettuale complessiva, il tentativo di limitazione del traffico veicolare in alcune zone all’interno della cinta muraria un merito lo ha avuto.
Ha risvegliato in alcuni residenti di via Cardinal La Fontaine e dintorni il desiderio di pretendere una maggiore vivibilità dei luoghi in cui abitano.
E’ per tale motivo che essi non hanno condiviso né compreso la rivolta dei commercianti, foriera del momentanea retromarcia del sindaco sulla ZTL.
I cittadini, costituitisi in uno dei comitati che animano il centro storico, hanno formulato delle proposte che partono dal ripristino immediato della Zona a traffico limitato e arrivano a suggerire altre misure, alcune delle quali molto interessanti, prevalentemente indirizzate alla salvaguardia dei settori della città in cui abitano.
Non spetta certo ai comitati avere una visione d’insieme, un approccio olistico che prescinda dai particolarismi.
E’ l’amministrazione comunale che deve sviluppare un programma generale di limitazione del traffico in tutto il centro storico e di vivibilità dell’intera area urbana.
E’ la stessa amministrazione che dovrebbe definire criteri, tempi, luoghi e modi in maniera che tutti i passaggi, pubblicizzati con congruo anticipo, rappresentino tappe di un tracciato comprensibile senza alimentare l’inutile e dannosa contrapposizione tra categorie o blocchi sociali di cittadini.
Quale ratio sottende la pedonalizzazione di Via Marconi con conseguente dirottamento del traffico, compresi pullman e camion, su Via Maria SS Liberatrice, assolutamente inadatta a sopportarlo?
Non hanno forse gli abitanti di tale via diritto a respirare aria meno inquinata allo stesso modo dei residenti di Via Cardinal La Fontane e di Via Marconi?
Sarà per questo che anche loro hanno steso lenzuola bianche alle finestre come cartine al tornasole per le polveri sottili?
E’ giusto che gli intonaci esterni di Via SS Liberatrice comincino a precipitare a pezzi sui marciapiedi e che alcune suppellettili cadano sui pavimenti per le vibrazioni indotte dal transito dei veicoli pesanti?
E i residenti, e i bambini della materna di via Mazzini, tartassati dal traffico delle ore di punta? E gli alunni che frequentano la scuola elementare Luigi Concetti e la scuola media Fantappiè, tutti costretti a respirare gli scarichi dei tubi di scappamento delle auto e dei motorini? Sono tutti figli di un Dio minore?
E ancora, la centralissima via Cavour sarà sempre condannata ad essere la via maestra per il traffico veicolare diretto al parcheggio del sacrario in modo da lasciare l’auto e raggiungere paradossalmente via Cavour?
Tutte domande, per ora senza risposta, che inducono a riflettere sulla inutilità e talvolta sulla dannosità di provvedimenti rabberciati e scriteriati volti a chiudere al traffico una via piuttosto che un’altra senza l’ombra di un piano.
Rinnovo alcune proposte, applicabili immediatamente, già formulate più volte e in più sedi dal gruppo consigliare di Rifondazione Comunista.
Desistere dall’affrontare a macchia di leopardo il problema del traffico veicolare del centro storico.
Istituire per il momento la ZTL su tutta la città entro la cinta muraria dalle ore 15 di ogni sabato a tutta la domenica successiva.
Consentire su Via Marconi, almeno il transito degli autobus urbani, dei pullman turistici e dei taxi.
Collocare centraline per la misurazione delle polveri sottili e degli altri agenti inquinanti atmosferici
Interdire al transito veicolare tutto il centro storico e tutte le vie limitrofe all’esterno della cinta muraria ogni volta che si supera la concentrazione atmosferica delle polveri sottili e degli altri inquinanti registrati dalle centraline, ritenuta pericolosa per la salute.
Puntare molto sull’intensificazione del trasporto pubblico e sugli scuolabus piuttosto che sui parcheggi per agevolare la frequentazione del centro cittadino.
Prevenire e reprimere la sosta selvaggia notturna nelle piazze e nelle vie del centro.
Avviare un confronto tra l’amministrazione comunale, le forze politiche, le organizzazioni di categoria, le associazioni, i comitati spontanei e i singoli cittadini per stabilire le infrastrutture necessarie, le condizioni e la tempistica per giungere alla totale pedonalizzazione del centro storico di Viterbo.
Marco Prestininzi
Consigliere di Rifondazione Comunista al Comune di Viterbo